La Uefa ha accolto la richiesta della Federcalcio serba (Fss) di giocare a Leskovac e non a Belgrado, come inizialmente previsto, l'incontro dell'11 ottobre prossimo contro l'Albania, valido per le qualificazioni ai Mondiali di calcio per il Gruppo K. Nel darne notizia, la stessa Fss ha riferito che la richiesta di spostamento è stata dettata da "motivi di sicurezza, non solo per il pubblico ma in primo luogo per i calciatori e tutti gli altri coinvolti in tale incontro". Leskovac è una città di circa 150 mila abitanti nel sud della Serbia, più decentrata e meno in vista rispetto alla capitale Belgrado. Per la Federcalcio serba, la partita con l'Albania, come già avvenuto in altri casi, "è ad alto rischio e richiede un pieno controllo per evitare incidenti come si à già visto in precedenti incontri fra le due squadre". E al riguardo si è fatto riferimento ai gravi incidenti a sfondo etnico registratisi in un incontro fra Serbia e Albania a Belgrado del 14 ottobre 2014, per le qualificazioni all'Europeo di calcio 2016. Per la Fss, che ha ringraziato la Uefa e la Federcalcio albanese per la comprensione e la collaborazione, lo spostamento della partita a Leskovac "riduce sensibilmente il rischio di eventuali eccessi". Gli incontri fra le due nazionali balcaniche sono regolarmente occasione di provocazioni a sfondo etnico, considerando l'appoggio di Tirana al Kosovo, del quale la Serbia non riconosce l'indipendenza e la cui popolazione è in stragrande maggioranza di etnia albanese. Tensioni si sono registrate in passato anche in partite disputate dalla Serbia con la nazionale svizzera, nella quale militano alcuni giocatori con la cittadinanza svizzera ma di origini kosovare.
Continua a leggere su sportmediaset