E' guerra aperta tra Leonardo e la Federcalcio francese, che nel 2013 squalificò il brasiliano per nove mesi (poi diventati 14 dopo il ricorso) a causa di una presunta spallata dell'allora d.s. del Psg all'arbitro Castro. Adesso, dopo essere stato scagionato, l'ex tecnico di Milan e Inter ha chiesto un maxi risarcimento alla Federazione transalpina: 8,5 milioni di euro per i danni (d'immagine, oltre che economici) subiti da quella squalifica.
La vicenda comincia il 5 maggio 2013, quando Leonardo - al termine del match tra Psg e Valenciennes - colpisce con una spallata il direttore di gara Castro, contestato dai parigini per aver espulso Tiago Silva. "E' il delegato prima di me, quello con l'auricolare nero, che mi blocca il cammino - la difesa del dirigente brasiliano -. E' lui che mi spinge verso l'arbitro. Sono io che vengo spinto e assalito". Una spiegazione che non convince la Federcalcio francese, la quale squalifica Leonardo per nove mesi (poi diventati 14 dopo il ricorso).
Dopo la sanzione, nonostante la convinzione di essere innocente, l'ex allenatore di Milan e Inter decide di dimettersi dalla carica di d.s. del Psg. La sentenza dello scorso aprile, però, cancella definitivamente la squalifica di Leo, che ora - come riferisce Le Parisien - ha deciso di presentare un conto salatissimo alla Federcalcio francese: 8.514.952 euro per tutti i danni causati dalla sanzione subita un anno e mezzo fa. Spiega il brasiliano: "Si tratta della logica conseguenza di una fase che ormai dura da 19 mesi e che segue il suo corso". Inevitabilmente si aprirà un nuovo processo, intanto Leonardo potrebbe tornare presto al lavoro. Magari proprio a Parigi.