L'immagine della Roma è quella di Rudi Garcia che esce dal campo del Barbera sconsolato e con il quaderno degli appunti in mano. L'ultimo pareggio giallorosso, il quarto nelle ultime sei partite di campionato, deve far riflettere, e non poco, l'allenatore francese. L'1-1 di Palermo entra nella dimensione del flop per come è maturato: c'è da risolvere anche il problema dell'approccio alla gara come è capitato anche contro Lazio e Sassuolo.
Troppi gli errori nel primo tempo: individuali e di squadra. Ieri è successo ad Astori, ma in precedenza era toccato a Yanga Mbiwa e De Sanctis contro gli emiliani e tutta alla difesa nel derby. Un problema di atteggiamento, come sottolineato anche da Garcia a fine gara. Quando serve cattiveria per mettere pressione alla Juve, la Roma si smarrisce e perde la sua natura. Poi sotto di uno o due gol è difficile conquistare i tre punti.
I successi esterni con Udinese e Genoa, tra mille polemiche arbitrali, sono serviti solo a dare un po' di respiro e rimanere aggrappati in classifica ai bianconeri. La Roma ha perso la brillantezza di inizio stagione e ora i numeri non sono per nulla incoraggianti. Sicuramente manca moltissimo la velocità di Gervinho, impegnato in Coppa d'Africa, ma questa non può essere un'attenuante. Anche alla luce delle scelte del tecnico francese che sembra aver perso la retta via tra cambi di moduli più o meno sbagliati.