Mancio vuole un Kovacic alla Pirlo

Il croato regista basso con il Torino per far spazio a un attacco super

L'idea è affascinante, questo è certo, anche se resta da capire quanto sia praticabile e, soprattutto, proficua. Kovacic come Pirlo. Davanti alla difesa, regista basso, l'uomo da cui devono partire tutte le azioni dell'Inter e attorno al quale l'Inter deve ricostruirsi. Lo vuole Mancini. Lo ha detto e ripetuto: "Lo sto provando in diversi ruoli del centrocampo". Ora, causa squalifica di Medel, può essere la volta buona per piazzarlo nel cuore della squadra.

Non solo al centro del progetto, come vuole Thohir, ma nel centro del gioco per rivitalizzare, appunto, un gioco che non decolla, che non riesce a svilupparsi con fluidità, che a volte funziona, altre no. E allora fare qualche passo indietro, dalla trequarti alla regia, può diventare anche il modo giusto per fare passi avanti. Funzionerà? Mancini, che aveva piedi buonissimi, pensa in fondo ad aumentare la qualità della sua squadra. Dentro tutti i giocatori di talento, quindi, da Kovacic, appunto, fino a Shaqiri, Palacio, Podolski e Icardi. Avanti tutta, cercando di non perdere l'equilibrio.

E qui, in effetti, arrivano i problemi: riuscirà l'Inter a difendere con una squadra così offensiva? La risposta di Mancini, o la speranza, è sì, a patto che in fase difensiva gli esterni d'attacco si abbassino sulla linea dei centrocampisti. Un sacrificio necessario ma strettamente legato alla condizione fisica. Di qui la necessità di far ritrovare brillantezza a gente come Podolski e Shaqiri, gli uomini che dovevano e devono portare l'Inter in Champions. L'ex Arsenal, partito benissimo, è apparso in leggero calo. Lo svizzero deve mettere minuti nelle gambe.

Tornando a Kovacic resta poi un'ultima perplessità: il croato ha fin qui dato il meglio proprio quando ha giocato a ridosso delle punte, dove ha dimostrato di poter essere pericoloso e ha trovato con una certa facilità il gol. Ha senso cercare per lui una nuova collocazione? Contro il Torino lo scopriremo.