Walter Mazzarri: 16 punti in 11 partite, media 1,45 punti/gara. Roberto Mancini, 19 punti in 13 partite, media 1,45 punti/gara. Siamo (sono) pari, e a suo modo questo è un evento in casa-Inter. Perché si è spesso detto e scritto che con Mancini si respira un'altra aria e si vede un altro gioco. Ma dopo Sassuolo-Inter 3-1, tre settimane fa, eravamo qui a mettere a confronto l'impietosa classifica del prima e del dopo Mazzarri, con l'evidente crollo della media punti: dopo Sassuolo-Inter (10 punti in 10 gare), Mancini teneva un ritmo da... retrocessione.
Tant'è che proprio Mancini aveva detto: "Di sicuro con Mazzarri e senza il cambio di allenatore l'Inter oggi avrebbe qualche punto in più: abbiamo cambiato tante cose, e ci vuole tempo per assimilarle". E Mazzarri, riemerso dal suo silenzio durato tre mesi, proprio a metà della scorsa settimana aveva dichiarato: "Sono stato esonerato per questioni ambientali, e non tecniche. Con me l'Inter sarebbe arrivata al terzo posto".
Ora ci siamo. A parità di media-punti la corsa diventa parallela. E' stato necessario il "record" di tre vittorie consecutive (non accadeva da tre anni, all'Inter) per rimettere le cose a posto. E adesso avanti: se vale la "profezia" di Mazzarri, quel terzo posto non sarebbe una chimera. Se conta il realismo di Mancini, vediamo come va Inter-Celtic. Tanto per restare in Europa (League)