Una crisi infinita. Un'Inter brutta, svogliata, irritante: col Parma finisce 1-1, San Siro fischia e contesta, Mancini osserva esterrefatto, impossibilitato a trovare una spiegazione a tanto scempio. Una squadra, quella nerazzurra, incapace di capitalizzare il colpo di fortuna che nel primo tempo le regala il vantaggio - deviazione di Mauri su tiro di Guarin - e riacciuffata dagli emiliani al 44' grazie a Lila. Nella ripresa, poi, solo confusione.
Qual è la squadra che si porta sulle spalle il peso di un fallimento societario? Sicuri sia il Parma? Perché San Siro sembra dire esattamente il contrario. Anzi, rende facilissimo, se non scontato e persino sensato accostare il concetto di fallimento all'Inter. Fallimento, se non societario, sportivo, tecnico e persino morale. Perchè la squadra di Donadoni corre, si impegna, gioca. Ecco, appunto questo: gioca a calcio. Nulla di trascendentale, sia chiaro, però l'idea, la volontà, la traduzione pratica portano a questa conclusione: il Parma gioca. Il Parma è una squadra di calcio!
L'Inter di oggi no. L'Inter è un nonsenso, è un insieme sconclusionato di uomini incredibilmente demotivati, svagati, assenti e di professionisti deconcentrati e involuti: niente idee, poca volontà, massima approssimazione. A tal punto che anche un colpo di fortuna come quello che regala il vantaggio agli uomini di Mancini - deviazione determinate di Mauri sulla conclusione di Guarin - viene sprecato in nome e per conto di una sufficienza che puntualmente stizzisce anche un pubblico foderato di pazienza come quello di San Siro. Il pareggio di Lila in chiusura di tempo è così giusto e meritato, è la logica conseguenza di una partita giocata dal Parma con determinazione e serietà e riacciuffata con orgoglio. Tutte qualità assenti tra i nerazzurri, in un'Inter tanto svogliata e brutta da essere indisponente.
Refrain che non cambia nella ripresa. Anzi, se possibile si rafforza e si accnetua. Non c'è reazione, non c'è determinazione, non c'è un minimo di orgoglio per la maglia indossata, per la storia che rappresenta. E il Parma, controlla, ci prova, sbaglia anche e alla fine esulta: prova di carattere, prova da uomini, da professionisti, da atleti, da agonisti. Per l'Inter, invece, una crisi infinita: altro che 60 percento di possibilità di arrivare in Europa! Qui, dopo oggi, non ci sono percentuali da fare, c'è solo da rimboccarsi le maniche per salvare per lo meno la faccia!
Guarin 5: da un suo tiro, deviato, il momentaneo vantaggio. Fortunato. Prima e dopo il nulla. Il vuoto!
Medel 5: stanco, spesso in ritardo, altrettanto spesso falloso. Non può essere lui l''uomo d'ordine e di manovra dell'Inter.
Kovacic 5: fa persino tenerezza per quanto poco gli riesca di fare e per quanto soffre per l'essere in campo e non altrove.
Palacio 5.5: se non altro è l'unico a dare l'idea di non aver perso cognizione di cosa significa giocare a calcio. Non gli riescono molte cose ma per lo meno ci prova.
Ranocchia 5: da capitano è la sintesi della squadra. Insufficiente. A tratti indisponente
Shaqiri 5: versione vorrei ma nulla mi riesce.
Lila 6.5: a mezzo servizio trova lo stacco vincente. Il Parma di oggi è questo. Uomini oltre a calciatori.
INTER-PARMA 1-1
Inter (4-3-1-2): Handanovic 5.5; Santon 5, Ranocchia 5, Felipe 5 (31' st Podolski 5), Juan Jesus 5; Guarin 5, Medel 5, Brozovic 5; Shaqiri 5 (44' Hernanes sv); Palacio 5.5, Puscas 5 (1' st Kovacic 5). A disp.: Carrizo, Berni, D'Ambrosio, Campagnaro, Nagatomo, Dimarco, Obi, Camara, Bonazzoli. All.: Mancini. 5
Parma (3-4-1-1): Mirante 6; Mendes 6, Feddal 6, Costa 6; Varela 6, Mauri 6, Jorquera 6.5 (38' st Cassan sv), Lila 6.5 (1' st Ghezzal 5.5), Gobbi 6; Nocerino 6; Belfodil 6 (32' st Coda sv). A disp: Bajza, Iacobucci, Santacroce, Esposito, Lodi, Prestia, Palladino. All.: Donadoni 7
Arbitro: Peruzzo
Marcatori: 25' Guarin (I), 44' Lila (P)
Ammoniti: Ranocchia (I), Felipe (I)
Espulsi: -