"Sono venuto alla Samp per amore e per riconoscenza, e il mio compito qui non è ancora finito". Prima del Milan (sarà suo, la prossima stagione?), Sinisa Mihajlovic evita parole di certezza sul suo futuro, ci mancherebbe, e chiama a raccolta i suoi, un po' distratti. "Io sono abbastanza intelligente e maturo per non farmi distrarre dalle voci. E a San Siro andiamo per vincere".
"Se vedrò qualcuno dei ragazzi che si lascia distrarre lo riporterò sulla giusta strada".
"Negli ultimi due giorni -ha detto Miha- non ho visto la testa giusta, voglio la massima concentrazione e tensione anche negli allenamenti, i ragazzi non devono essere presenti solo fisicamente, ma anche con la testa. Quando non succede io mi arrabbio. E' successo due giorni di fila, e non mi va bene, ma ci siamo parlati, e oggi li ho visti più attenti".
"Capisco che tutti fanno loro i complimenti, ma bastano due-tre partite perse per trasformare una squadra rivelazione in una squadra che molla. Solo noi possiamo sprecare questa occasione, e non vogliamo, vogliamo portare la Samp dove si merita. I cavalli vincenti non si vedono in partenza o durante la gara, ma al traguardo. E' inutile aver corso tanto se poi ti superano negli ultimi metri. Chiedo soltanto di fare come si deve il nostro lavoro".
"Sicuramente questa col Milan è una partita importante, speriamo di giocarla al meglio. Noi cerchiamo di preparare le partite studiando gli avversari, ma senza snaturarci e perdere la nostra identità. Se giochiamo come sappiamo possiamo portare a casa punti. I moduli contano poco, la cosa fondamentale è la testa".
"Se domani dovessimo vincere staccheremmo anche il Milan, manteniamo ancora vivi i nostri sogni di Champions, sperando che le romane rallentino. Dobbiamo essere come serpenti, velenosi in ogni giocata e colpire quando abbiamo l'occasione. Loro hanno giocatori che possono far male in ogni momento, come Cerci, Menez e Destro, e hanno il morale alto. Sono contento per il mio amico Pippo, che ha saputo affrontare le difficoltà".
Poi a proposito di panchina e Milan-Inter, ha detto: "Gli allenatori invecchiano prima, è il destino di chi fa questo mestiere. Però non è il mio caso, ma è di quelli di Milano, come Mancio e Pippo che dall'inizio del campionato ha qualche ruga e qualche capello bianco in più".