Pastore: "Io il migliore? Grazie, Cantona. Ma non è vero"

L'argentino del Psg ringrazia, sette giorni dopo, per l'elogio del francese. "Ma non sono d'accordo"

"Io migliore al mondo? Grazie dei complimenti, Cantona. Ma non sono d'accordo". La firma (è il tweet) di Javier Pastore, fiero e perplesso dinanzi all'ingombrante elogio del campione francese. Era accaduto martedì scorso, nell'immediata vigilia di Psg-Barcellona finita poi 1-3, quando Cantona aveva detto: "Ronaldo? Messi? No. Il migliore al mondo, per me, è Pastore".
E oggi, con la partita di ritorno al Nou Camp alle porte e la disperata speranza dei francesi di ribaltare il senso della qualificazione, virtualmente impossibile, Pastore concede la dimessa replica a Canton, parla di se stesso e di quell'elogio che era un po' troppo. Davvero troppo.

Grazie Cantona, ma non sono d'accordo, è la giusta dimensione del ruolo che Pastore detiene, nella scala del calcio. Un ottimo giocatore, che può migliorare ancora, ma non può essere come agli occhi di Cantona, il migliore al mondo. Certi complimenti fanno piacere, ma poi risultano ingombranti e saperli gestire non è facile. Bisogna farlo vedere sul campo. E il verdetto del campo, si sa, non è un'opinione.