Dalla difesa a Kovacic: crisi Inter

I nerazzurri devono ancora crescere e l'inizio del campionato è ormai alle porte

A 10 giorni dal debutto a San Siro, in campionato, contro l'Atalanta, l'Inter ha ancora troppi problemi. Le gare estive (con due derby persi) hanno mostrato le lacune dei nerazzurri e le molte indecisioni di Roberto Mancini: la difesa fa ancora errori vistosi, i continui cambi di modulo e le scelte di schierare Kovacic ed Hernanes esterni contro il Milan. La sensazione, più che legittima, è che ci sia ancora da lavorare.

Il compito di Roberto Mancini, accontentato in tutto in questo mercato (è vero, manca ancora un esterno di attacco, ma arriverà), è quello di dare gioco e carattere a un gruppo apparso spaesato dai continui cambiamenti. Ma andiamo con ordine. La difesa: il Trofeo Tim ha confermato i problemi della retroguardia interista. Cambiano gli interpreti, ma non si migliora. Mancini deve trovare una soluzione in questo reparto per dare compattezza alla squadra. I cambi di moduli: sono stati provati il 4-3-3, il 4-2-3-1 e il 4-4-2. Tanti. Così non si crea identità e i giocatori non possono imparare i meccanismi chiesti dal tecnico. Problema attacco: si segna poco. Se si ferma Icardi, allora sono problemi. In avanti arrivano pochi palloni ed è infatti in mezzo al campo il problema più grande di questa Inter. La posizione di Kovacic non è chiara. Il croato una volta gioca come trequartista, un'altra come interno e un'altra ancora come regista. Ma nel Trofeo Tim, contro il Milan, ha iniziato da esterno. Così un giocatore non cresce perché non si sente valorizzato. Infine, l'inserimento dei nuovi va a rilento. Kondogbia, pagato tantissimo a giugno e strappato proprio al Milan, deve ancora trovare il ritmo. E in panchina ci sarebbe un certo Gnoukouri che, per dirla alla Mancini, "se giocasse nel Porto varrebbe 35 milioni di euro".