Si chiude con una delusione l'anno d'oro Lando Norris. Il neocampione del mondo è stato clamorosamente escluso dalla New Year Honours List con la quale la Corona britannica premia le personalità del Regno Unito che nel corso dell'anno si sono distinte per il loro servizio e le loro imprese.
Relativamente allo sport (e alla Formula Uno in particolare), il mancato riconoscimento segna infatti una discontinuità rispetto al passato. Tanto Damon Hill (nel 1996), quanto Lewis Hamilton (2008) e ancora Jenson Button (2009) erano stati insigniti dell'MBE (Member of the Order of The British Empire) in occasione del loro primo titolo iridato, con Hamilton (l'unico a ripetersi), nominato cavaliere dell'Impero (OBE, titolo cavalleresco istituito da Giorgio V nel 1917)) anche in virtù dei suoi meriti extrasportivi nel campo dell'inclusione cinque anni fa, all'indomani del suo settimo e più "recente" titolo, potendosi così da allora fregiare del titolo di "Sir".
Da notare che - sempre a livello sportivo - la lista include invece Stuart Pringle, il cinquantaquattrenne CEO del circuito di Silverstone insignito dell'OBE per i suoi servigi al motorsport.
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Non è dato sapere come Lando abbia preso la bocciatura da parte di Re Carlo III nella New Year Honours List, peraltro composta da centinaia di premiati. Di fatto un duro colpo da digerire per il ventiseienne campione del mondo di Glastonbury, al quale di recente è stato anche preferito il golfista Rory McIlroy nel ruolo di Sporting Personality nazionale. Senza contare il doppio sgarbo ricevuto da Norris nel suo stesso ambiente professionale: preceduto da Max Verstappen sia nella top ten piloti 2025 (a cura della pagina web ufficiale della Formula Uno) stilata da otto dei dieci Team Principal del Mondiale, sia in quella parallela votata da sedici dei diciannove colleghi di Lando.