Pronti al via

Dakar 2026: tra le moto tutti a caccia del re Sanders

L’australiano della KTM resta l’uomo da battere, ma Honda e i grandi rivali preparano l’assalto nel deserto saudita

di Redazione Drive Up
© Ufficio Stampa

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Daniel Sanders, 31 anni, australiano. È lui l’uomo da battere alla Dakar numero 48. Nato e cresciuto nell’entroterra dello stato di Victoria, lontano da riflettori e salotti, Sanders è uno di quelli che preferiscono la polvere al clamore: nella vita privata si occupa della sua fattoria, alleva api, costruisce piste da motocross. Ma quando indossa il casco, il suo mestiere è uno solo: pilota professionista nel Mondiale Rally Raid con KTM.

Il 2025 è stato l’anno della consacrazione definitiva. Sanders ha vinto le prime quattro gare stagionali, mettendo le mani sulla Coppa del Mondo con largo anticipo e lasciando agli avversari poco più che le briciole. Il primo, vero sigillo era arrivato però a gennaio, nel deserto saudita: la Dakar. Un successo dominato dall’inizio alla fine, con cinque tappe vinte e la leadership mai abbandonata, impresa riuscita prima soltanto a Marc Coma nel 2009.

Ora arriva al 2026. L’inizio del nuovo anno, come sempre, fa rima con Dakar. Dal 3 al 17 gennaio, tredici tappe tutte in Arabia Saudita, partenza e arrivo a Yanbu, un percorso che promette ancora una volta sabbia, navigazione, errori che si pagano caro e una corsa che può cambiare volto in pochi chilometri. E Sanders riparte da favorito.

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Anche perché alle sue spalle c’è una KTM che alla Dakar continua a scrivere storia. Con il successo del 2025, la casa austriaca ha toccato quota venti vittorie assolute: un primato semplicemente inavvicinabile, accompagnato da decine di successi di tappa. Numeri che raccontano una supremazia costruita nel tempo, giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro.

Ma se Sanders parte davanti a tutti, gli avversari non mancano. Il più pericoloso resta Tosha Schareina, spagnolo di Honda, secondo sia nel Mondiale sia alla Dakar 2025, a meno di nove minuti dalla vetta. Con lui c’è Adrien Van Beveren, terzo lo scorso anno, pilota solido, metodico, sempre presente quando la gara diventa dura.

L’assalto al trono passa anche da Luciano Benavides, quarto nel 2025 con KTM, e da Ricky Brabec, due volte vincitore della Dakar saudita, nel 2020 e nel 2024. Attenzione anche a Skyler Howes, compagno di squadra in Honda, a José Ignacio Cornejo, a Ross Branch, senza dimenticare outsider pronti a sfruttare ogni errore, come Michael Docherty o Lorenzo Santolino.

La Dakar delle moto resta la categoria più imprevedibile, non basta andare forte: serve resistere, leggere il deserto, arrivare in fondo. Daniel Sanders lo sa. E nel 2026, ancora una volta, tutti dovranno fare i conti con lui.

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