
Milan, Allegri: "Cagliari? Molto complicato. Fullkrug in panchina, da valutare Pulisic e Leao. Pavlovic influenzato"
Il tecnico rossonero: "Cosa ho fatto all'ultimo? Mi sono addormentato alle 10..."

E' il Milan ad aprire il 2026: a Cagliari, quello che fu il trampolino di lancio di Max Allegri. Il tecnico rossonero ci ritorna per puntellare il suo nuovo percorso, quello che dovrà condurre il Milan, come obiettivo minimo, al ritorno in Champions. Ma, storia e ambizioni alzano in verità l'asticella. Dunque...:"La partita di domani è complicata - ha esordito Allegri in conferenza stampa alla vigilia del match - perché è la prima dell'anno e perché è molto importante, come quella di Udine. E' un momento in cui la classifica si sta delineando e bisogna essere bravi a fare un passettino in avanti per restare nelle prime quattro". Il mese di gennaio, tra impegni sul campo e mercato, sarà se non decisivo certamente molto importante: "Sarà un periodo in cui ci sarà bisogno di tutti, per arrivare alla fine di questo ciclo con 6 trasferte nelle migliori condizioni. Domani Gabbia è recuperato, verrà in panchina, mentre Nkunku non è a disposizione e speriamo di averlo con il Genoa. Leao è completamente ristabilito ma è un mese che non gioca, Pulisic oggi si è allenato e vedremo domani come sta. Così come Pavlovic che ha avuto un attacco influenzale".
Si diceva, prima, degli obiettivi. Quelli immediati, i tre punti a Cagliari, e quelli più in là nel tempo, nella stagione: "L'obiettivo del Milan è giocare tutti gli anni la Champions e non è facile. Solo con l'ambizione di ottenere il massimo riesci a ottenerlo. Non ci sono sogni nel 2026, bisogna guardare all'obiettivo che abbiamo di entrare nelle prime quattro. In questo momento ci sono 5 squadre in lotta per i posti Champions, ma dietro Como e Bologna, la stessa Atalanta, hanno rose importanti. Il campionato italiano è sempre difficile, ogni partita è complicata, a cominciare da quella di domani. A Cagliari sono tutte delle mezze battaglie e bisogna essere concentrati per tutti i 90 minuti". Il pensiero di Allegri è così sintetizzabile, allora: "Dobbiamo alzare l'asticella perché più avanti si va e meno tempo si ha per recuperare". Inutile, invece, provare a stanare Allegri in merito alla querelle tra Conte e Chivu (e Marotta), su chi sia o non sia la squadra favorita per lo scudetto: "Uno dice una roba, uno ne dice un'altra. Io dico solo che il Napoli ha vinto lo scudetto e l'Inter è arrivata seconda. Quindi una è favorita, l'altra è la contro-favorita. Non è che ci vuole tanto".
Non è tempo di bilanci, per Allegri. E' questo il momento, invece, di acquisire una piena consapevolezza: "Abbiamo iniziato un lavoro alternando cose buone e meno buone, bisogna quindi trovare un equilibrio. Quella di domenica scorsa (col Verona, ndr) è stata una gara di maturità, in cui non puoi prestare il fianco come successo contro Pisa e Parma. Su questo i ragazzi stanno crescendo, ci sono giocatori che hanno poca esperienza di Milan e più giocano capiscono che una palla giocata può decidere anche una stagione e non solo una partita. Di questo bisogna avere consapevolezza, quando si è in una grande squadra".
Immancabile, infine, la battuta in pieno stile allegriano: "Meglio giocare subito il 2 gennaio? Sì, perché se avessimo giocato il 3 qualche ragazzo avrebbe potuto fare serata. Così invece non hanno fatto serata. Io mi sono addormentato alle 10... Poi mi sono svegliato per festeggiare, dopo di che nuovamente a letto".