"La cerimonia d'apertura" delle Olimpiadi di Milano Cortina "sarà una celebrazione del grande spirito italiano: un racconto di bellezza, creatività e identità che il mondo ci invidia. Sul palco protagonisti straordinari, da Mariah Carey a Matilda De Angelis, Pierfrancesco Favino e Sabrina Impacciatore. Con orgoglio annunciamo anche la presenza di Laura Pausini, simbolo planetario della nostra musica. Siamo certi che, al cospetto del presidente Mattarella, sapremo rendere omaggio al nostro Paese in una serata indimenticabile". Lo ha detto il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, in un'intervista a 'la Repubblica'. Un anno fa era convinto di arrivare ai Giochi ancora in carica. "Non pensavo a un quarto mandato, no, ma ancora a due mesi dalle elezioni, nell'aprile scorso, ero certo di una proroga. La politica ha scelto diversamente, non mi è sembrata una grande idea", ha aggiunto. Il no a Roma 2024? "Queste Olimpiadi - ha detto ancora Malagò - nascono da quel no. Nel sostenere la candidatura di Tokyo 2020 avevo tessuto una rete di relazioni e consensi che avrebbe spianato la strada all'Italia nel 2024. Poi sapete com'è andata. Ci sta dire no alle Olimpiadi, prima di correre. Noi però avevamo portato la barca in mezzo al fiume e siamo tornati indietro. È stato uno sgarbo alla capitale di cui il Coni è rimasto vittima. Allora ci siamo chiesti: come possiamo ridare prestigio, e dignità al Paese? È nato così il dossier 2026 a cui abbiamo lavorato io, Diana Bianchedi, Anna Di Luca e Danilo Di Tommaso. Milano da sola non ce l'avrebbe fatta. Il Piemonte e Torino hanno fatto la scelta autolesionista di andare da soli, il Veneto e Cortina sono stati rapidi nel cogliere l'occasione. Eccoci qui: Milano Cortina". Tornerà in campo per candidare Roma alle Olimpiadi 2036 o 2040? "Mi auguro che i rappresentanti del Paese vorranno ascoltare le mie idee sul punto. Per i Giochi del 2036 vedo quattro o cinque candidature più forti. Roma 2040 avrebbe più possibilità. Ma è prematuro parlarne ora", ha sottolineato Malagò.
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