Superato il doppio esame Barça-Juve: la Roma adesso sogna anche in Europa

La difesa è l'arma segreta di Garcia: solo due volte i blaugrana non avevano segnato più di un gol in Champions la scorsa stagione

Nel giro di meno di tre settimane la Roma ha affrontato un doppio esame di maturità e lo ha superato a pieni voti. Prima la Juve in campionato, poi il Barcellona in Champions League. Ovvero le due squadre che lo scorso giugno si sono contese nella finale di Berlino la coppa più importante. Alla fine i giallorossi hanno raccolto una vittoria strameritata contro i bianconeri e un pareggio sofferto, ma ugualmente pesante al cospetto di una delle formazioni più forti di sempre. E, soprattutto in quest'ultimo caso, lo hanno fatto sfoderando un'arma segreta, che ai più era passata inosservata finora: la difesa.

Certo, perché quando leggi i nomi di gente come Dzeko, Salah, Iturbe, Gervinho, Pjanic, Iago Falque e Totti, pensi a una squadra a trazione anteriore e non ti aspetti che il punto di forza sia la retroguardia. Invece, dietro alla bella prestazione dell'Olimpico c'è un'impresa non da poco: bloccare i blaugrana e impedire a Messi e compagni di dilagare. Tanto per capirci. Nella scorsa edizione della Champions, solo due volte il Barça di Luis Enqrique aveva segnato non più di un gol: il 17 settembre al Camp Nou contro l'Apoel Nicosia nel match d'esordio della fase a gironi e il 18 marzo, sempre in casa, nel ritorno degli ottavi al cospetto del Manchester City. In entrmaib i casi le partite erano finite sull'1-0. Merito quindi a Szczesny e compagni di reparto, ma anche a Garcia, che deve aver imparato la lezione impartitagli dal Bayern lo scorso anno, quando il tecnico francese mandò allo sbaraglio la sua Roma, esponendola a una figuraccia epocale. Nemmeno dodici mesi dopo, però, lo stesso errore non è stato ripetuto e contro un avversario certamente più forte (e privi di un giocatore cardine come Pjanic) si è deciso di giocare coperti, affidandosi alle qualità e al cuore di una squadra che finora aveva basato tutto sul suo talento offensivo. Insomma, un bagno di umiltà che non può far altro che aumentare l'autostima e l'ambizione dei giallorossi, ora più che mai convinti di essere entrati nell'elite del calcio europeo. Anche il Barcellona dei fenomeni se n'è accorto.