Non solo i piani faraonici dell'Arabia Saudita e il paradiso di fine carriera degli Stati Uniti. Nella scena del mercato calcistico mondiale, per i calciatori di livello, da qualche anno anche l'alternativa legata alla Turchia è diventata di primissimo piano. Certo, soprattutto le big sono diventate credibili anche in campo europeo, ma è ovviamente il fattore economico a fare ancora una volta la differenza.
Soprattutto per Galatasaray e Fenerbahce, già ricche di calciatori ex Serie A e che ora hanno messo nel mirino rispettivamente Davide Frattesi e Ademola Lookman. Ma anche per Besiktas e Trabzonspor, sempre centrali quando si parla della Super Lig, il campionato turco.
Un paradigma cambiato da qualche stagione, ma evidenziato dal mercato estivo 2025: il Galatasaray è riuscito ad attirare Leroy Sanè in scadenza con il Bayern Monaco e ha investito 75 milioni per trattenere Victor Osimhen; il Fenerbahce, mesi prima di convincere Guendouzi a salutare l'Italia, aveva riportato in Europa dall'Arabia l'attaccante Jhon Duran e l'ex Real Madrid Marco Asensio. Ancora più che sul prezzo del cartellino, la vera differenza è legata alle offerte sui salari.
Investimenti senza fine, ma come è possibile? I fattori sono soprattutto tre: la tassazione agevolata per gli ingaggi degli sportivi di alto livello, l'aiuto statale attraverso prestiti e concessioni e infine la possibilità di rientrare di parte delle spese con "cessioni" obbligatorie quanto particolari, ma che non riguardano i calciatori.
L'agevolazione fiscale, con tassazione ridotta al 20% per i calciatori in Turchia, a differenza del 40/50% su cui si attestano Italia, Spagna e Inghilterra, permette ai club di offrire ingaggi fuori portata per tante squadre, anche nei top 5 campionati europei.
I prestiti a tassi agevolati riservati ai club dalle banche statali sono invece una manna soprattutto per i primi quattro club di Turchia, che stando a un rapporto dell'agenzia di stampa Anadolu Ajansı, nel 2025 erano complessivamente indebitate per 1.14 miliardi di euro. A questo, si aggiunge la mancata applicazione di una legge nazionale del 2022, il cui obiettivo era frenare queste spese e che aveva previsto il divieto, per le società sportive, di indebitarsi oltre il 10% del fatturato lordo dell'anno precedente.
Infine, i primi club di Turchia, per rientrare in parte dai movimenti degli ultimi anni, si sono mossi anche con progetti che riguardano il ramo immobiliare: il Fenerbahce ha ceduto i terreni nella zona di Atasehir per circa 100 milioni di euro, mentre il Galatasaray ha addirittura salutato il proprio centro sportivo di Florya, vendendolo alla municipalità di Istanbul per generare un indotto potenziale da 500 milioni di euro.
Anche da qui nascono gli arrivi di giocatori come Ederson, Skriniar, Soyuncu (Fenerbahce), Gundogan, Torreira, Icardi (Galatasaray), Abraham, El Bilal Touré e Kokcu (Besiktas). La lista potrebbe non essere finita qui e anche le squadre di Serie A potrebbero presto ricevere nuove offerte per i propri gioielli.