Scudetto-open come non mai. Chi lo può vincere?

Sei giornate, e la Serie A cerca un padrone (che non c'è). Meglio così. E le prossime sfide sono da brivido

Meglio un campionato così, un campionato senza (un) padrone. Doveva essere Juventus-Roma, col Napoli terza forza. In crisi Allegri, su e giù Garcia, bene Sarri, ma senza esagerare. E' apparsa l'Inter (meteora?), si è fatta largo la Fiorentina con quel gioco che allarga gli orizzonti. Fino a dove? Il Milan è un enigma che vive di sussulti: 3 vittorie e 3 sconfitte.
E ancora. Il Torino, stupenda realtà che Ventura pilota come meglio non si potrebbe, e non da adesso. La Lazio, che pareva sbandata, ha ripreso i suoi connotati e un punto sopra la Roma significa qualcosa. Anzi molto. La Sampdoria di Ferrero-Zenga ha in serbo talenti (Eder, Soriano) che la possono portare ovunque. E poi ci sono le realtà che non ti aspetti: il Sassuolo che resiste, il Chievo che sta dove non dovrebbe stare (normalmente).
Sei giornate e, appunto, meglio un campionato così, senza poter capire chi sia la squadra favorita al titolo, o almeno un paio che stiano un dito sopra le altre. Dopo gli anni del dominio-Inter (4 scudetti), la parentesi-Milan (1) e il dominio-Juve (4), con la Roma sovente invitata al banchetto, ma senza successo, meglio un torneo così, col fascino del tutto è possibile, crisi e resurrezioni e all'orizzonte sfide da tormento: Sampdoria-Inter, Milan-Napoli e -dopo la sosta- Inter-Juventus. Una perfida regia da calendario. Per uno scudetto aperto a tutti. O quasi. Chi lo vincerà?