SDOTTORATE

Conte, basta sceneggiate! McTerribile, eroe Napoli

di Matteo Dotto

Serata spettacolo a San Siro: 4 gol, un palo per parte, emozioni dal primo all’ultimo minuto. Il 2-2 tra Inter e Napoli è probabilmente il risultato più giusto e lascia tutto invariato in testa alla classifica con i tre punti di vantaggio dei nerazzurri sul Milan e i quattro sul Napoli. In tutto questo stona l’ennesima sceneggiata “napoletana” di Antonio Conte, per le sguaiate e maleducate proteste dopo il rigore sacrosanto fischiato da Doveri: questo è il regolamento, una volta questi interventi non erano puniti con il penalty ma da qualche anno va così… A dire il vero Conte era già specialista in materia prima di arrivare a Napoli sulle panchine proprio di Inter e Juventus (non esattamente, con tutto il rispetto, due “piccole” come Cremonese o Pisa…). Il tecnico salentino, espulso giustamente da Doveri, mantiene comunque la sua imbattibilità da ex interista con tre pareggi e una vittoria (quella dell’andata). E completa la sua domenica non esattamente “sportiva” non presentandosi ai microfoni nel dopo partita.

MCTERRIBILE - Aveva cominciato la partita perdendo il sanguinoso pallone nell’azione conclusa poi in gol da Dimarco. Si è riscattato segnando le due splendide reti che hanno consentito al Napoli di agguantare due volte il pareggio. Lo scozzese raggiunge quota 5 in questo torneo e aggiorna la sua fama di terribile giustiziere dell'Inter cui ha rifilato 4 gol in 4 partite di campionato.

BUCHI - Dall’altare alla polvere. Manuel Akanji, uno dei nerazzurri più positivi in questa stagione, aveva dato lezioni di calcio difensivo appena quattro giorni prima al Tardini. Ieri sera si è fatto anticipare da McTominay sul gol dell’1-1; si è fatto infilare da Hojlund nel contropiede di inizio ripresa che poteva costare lo svantaggio con la palla che ha accarezzato il palo; si è fatto superare subito dopo in elevazione da Di Lorenzo ed è rimasto a guardare lo scozzese in occasione del 2-2 (responsabilità condivisa con almeno un paio di altri compagni).

TRADIZIONE - Il Milan del turnover inanella al Franchi il secondo pareggio consecutivo e riduce realisticamente le speranze tricolori. Un pareggio apertissimo: tante le occasioni rossonere soprattutto nel primo tempo, brivido nel finale per la traversa di Brescianini che ha rischiato di bagnare il suo debutto in viola con un gol da tre punti. Allegri continua comunque la sua tradizione positiva che lo vede imbattuto a Firenze come allenatore del Milan: per lui una vittoria (1-2 nel 2010-11 con reti di Seedorf, Pato e Vargas) e tre pareggi.

OLE’ - Uno è - a quota 34 - in sesta posizione in piena lotta, con il suo “piccolo” Como, per l’Europa contro le cinque Grandi del calcio italiano. L’altro, con 21 punti, naviga in acque relativamente tranquille alla guida di un Parma che lo scorso anno di questi tempi di punti ne aveva due in meno. Cesc Fabregas e Carlos Cuesta tengono alta la bandiera spagnola nel nostro calcio. Che in passato ha bocciato fior di allenatori… Solo per limitarci al nuovo millennio sono stati tre. A ritroso, ricordiamo un dimenticabile Julio Velazquez, alla guida dell’Udinese nel 2018-19 ma esonerato dopo appena 12 giornate e ora sulla panchina del Levski Sofia. E poi due big, con poca fortuna in Serie A: Rafa Benitez, mezza stagione nell’Inter del post Triplete e due annate in chiaroscuro nel Napoli, e Luis Enrique, alla Roma nel 2011-12, criticatissimo all’ombra del Colosseo prima di vincere tutto con Barcellona e Psg.

BOCCIATO - Un passo indietro al turno infrasettimanale. Dopo il 2-2 dell’Olimpico contro la Lazio, ai microfoni di Dazn si presentano due protagonisti di viola vestiti. Il portiere De Gea e l’attaccante Gudmundsson. Lo spagnolo, in Italia dall’estate del 2024, sfoggia un italiano perfetto; l’islandese, arrivato al Genoa nel gennaio di quattro anni fa, parla in inglese: bocciato, dietro la lavagna!