
Juventus, Spalletti ha almeno cinque buoni motivi per sorridere
Il Monday Night contro la Cremonese ha detto che la squadra bianconera ha ritrovato il coraggio delle proprie azioni, l'istinto goleador di David, la leadership di Thuram e molto altro

Un buon motivo per non odiare i lunedì. Soprattutto quando portano con sè 3 punti fondamentali e una prestazione da promuovere a pieni voti. Nel Monday Night della ventesima giornata, Luciano Spalletti ha visto all'opera una Juventus che probabilmente si avvicina all'idea di squadra che si era fatto quando ha accettato questa sfida complicata. Inutile precisare che questi progressi vanno parametrati alla consistenza della squadra avversaria. Prematuro prevedere se la squadra bianconera abbia la possibilità di agganciare il treno che viaggia verso lo scudetto. Però dopo un anno e mezzo di sofferenza, la tifoseria juventina ha potuto vivere una serata che è valsa il prezzo del biglietto. Sono almeno cinque i motivi (come cinque i gol segnati) che possono trasformare una partita apparentemente banale nella gara della svolta.
1)Il coraggio delle proprie azioni. Da sempre si dice che la maglia della Juventus pesa più delle altre, a prescindere dal numero che porta stampato sulla schiena. Un concetto che sembrava svanito ai tempi di Thiago Motta (soprattutto dopo la famosa frase "vincere non deve essere un'ossessione") e veniva applicato marginalmente nella gestione Tudor nonostante la sua provata juventinità. Spalletti sembra essere riuscito in questa riconversione identitaria e si è visto fin dai primi minuti con l'atteggiamento globale e con momenti singoli come il tiro al volo di Miretti (grande prestazione la sua) poi deviato da Bremer per l'1-0, la sontuosa uscita di Thuram che ha fatto scaturire il raddoppio, la sicurezza con cui Yildiz ha preso il pallone per battere il rigore del 3-0. Si è rivisto tra gli juventini il coraggio delle proprie azioni. Quel coraggio che porta la gente ad applaudire anche quando si commette un errore.
2)Funziona il pressing alto. Qui si va più sul tecnico e meno sul filosofico. La Juventus contro la Cremonese ha gettato le basi per la vittoria fin dai primi minuti, andando ad aggredire in maniera sistematica il giropalla basso e impedendo così la costruzione. Dopo appena sei minuti, la Juve è andata vicino al gol (palo di David) proprio utilizzando questo accorgimento tattico, dopo una decina di minuti la Cremonese ha iniziato a saltare i primi passaggi bassi con dei lanci lunghi che si sono rivelati quasi sempre velleitari nonostante la presenza taurina di Jamie Vardy. Pressing alto promosso, in attesa di test più probanti.
3)David sa ancora come si fa. Mesi di contumelie non hanno scalfito il morale di Jonathan David, che evidentemente è cosciente delle qualità che l'hanno portato a essere uno degli attaccanti più inseguiti d'Europa nella scorsa estate. David non è mai stato il bidone che qualcuno pensava, ha avuto un inizio difficile in parte per colpa sua e in parte perché non ha capito molto di un gruppo che ha vissuto un prolungato stato confusionale. David era e resta un goleador di razza, adesso deve solo continuare su questa strada.
4)La difesa ha trovato il suo assetto. Spalletti non ha mai amato la difesa a tre, che pure in qualche periodo della sua carriera ha adottato. La linea a quattro, con varianti in corso d'opera, si presta meglio di ogni altra alternativa alla sua idea di calcio. La coppia centrale Bremer-Kelly dà le giuste garanzie, considerando che sulla parte destra c'è il fisicaccio di Kalulu a fornire un aiuto generoso, lasciando così più libertà a Cambiaso di partecipare alla fase attiva del gioco. Bremer può commettere anche qualche piccolo errore, ma la sua presenza dà sicurezza a tutto il reparto. Con buona pace di Gatti, che nell'universo spallettiano è diventato un satellite secondario.
5)Thuram sta diventando leader. La Juventus ha un capitano riconosciuto e certificato, che è Manuel Locatelli. Ma con il passare del tempo sta scoprendo in maniera più evidente che ha anche un leader tecnico, cioè Khephren Thuram. Qualche settimana fa si è arrivati a ipotizzare uno scambio tra il francese e l'interista Frattesi. Caratteristiche molto diverse per due giocatori che potrebbero, se mai, coesistere. Thuram in mezzo al campo è una presenza fondamentale, per una fisicità che esprime sia nel recupero di palla sia nelle ripartenze, come quella che ha portato il 2-0 di David. Se per qualcuno può valere l'espressione "la squadra è lui più altri dieci", quest'uno è proprio Thuram. Almeno per ora.
Tirando le somme, Spalletti ha questi cinque motivi validi per sorridere più innumerevoli piccoli particolari da cui partire per costruire l'immediato futuro. Prima domanda: la Juve può ancora sperare nello scudetto? Risposta: oggi no, domani ni. Seconda domanda: questa squadra vale un posto in Champions? Risposta: sì, oggi e domani. Terza domanda: cosa manca a questa Juventus? Risposta: probabilmente un play stile Pizarro, Brozovic e Lobotka, di quelli che esaltano Spalletti. E forse un attaccante in più, sapendo di non poter contare su Vlahovic. Poi se ne riparla.