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Milano-Cortina, esplode il caso tedofori. Abodi: "Ho chiesto spiegazioni al Coni"

La denuncia degli olimpionici dimenticati diventa un caso politico, l'Uomo Gatto fa discutere e interviene il ministro dello Sport

di Marco Mugnaioli

"Non c'è rispetto per noi campioni, la considero un'offesa incredibile, o come dice la mia compagna Monica, 'una vergogna'. Rappresento 10 atleti che hanno conquistato 35 medaglie olimpiche, non siamo stati coinvolti minimamente in nessuna iniziativa per l'Olimpiade invernale nel nostro Paese. Né tedofori, né ambassador, nessun ruolo. Nulla". Dopo la denuncia di Silvio Fauner, oro nella staffetta 4x10 km di sci di fondo ai Giochi di Lillehammer 1994, il caso degli olimpionici dimenticati scuote Milano-Cortina e coinvolge anche il governo, con il ministro dello Sport e i Giovani Abodi che si dice "spiazzato" dalla scelta della Fondazione e del Coni.

"Alla luce di quello che è emerso ho chiesto informazioni alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni per capire quali siano stati i criteri di selezione - ha dichiarato il ministro - In linea di principio chi ha fatto la storia dello sport dovrebbe essere tenuto in grandissima considerazione, sono rimasto anche io un po' spiazzato oggettivamente perché di fronte a un fenomeno meraviglioso come quello della fiaccola tra 10mila tedofori credo che la platea degli olimpionici dovesse essere in qualche maniera un'avanguardia, proprio per la testimonianza che hanno dato nell'attività sportiva e che molti continuano a dare generosamente andando in giro per l'Italia a testimoniare i valori dello sport".

"Mi riservo di avere tutte le informazioni per poi esprimere una valutazione", ha aggiunto Abodi, ma intanto le foto dell'Uomo Gatto e di altri non atleti con il braciere in mano hanno scatenato un fiume di polemiche e spinto anche la Lega a fare un comunicato nel quale attacca duramente la scelta della Fondazione Milano Cortina e del Coni definendola "incomprensibile e sconcertante". 

FAUNER: "HANNO PREFERITO L'UOMO GATTO" -

"Non devo essere io a protestare, mi aspetto piuttosto delle scuse. Dovrebbe essere una cosa automatica pensare a noi, non solo da parte del Coni, ma anche della Fisi, che non tutela ciò che hanno fatto i suoi ex atleti e della Fondazione Milano Cortina - le parole di Fauner in un'intervista a La Gazzetta dello Sport - Se escludiamo Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler protagonisti nell'accensione della torcia in Grecia, se togliamo Manuela Di Centa rappresentante del Cio, oppure Cristian Zorzi chiamato dal Coni Trentino, Marco Albarello dalla regione Val d'Aosta o Fulvio Valbusa dal sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ex fondista, tutti gli altri sono stati irrispettosamente dimenticati. Eppure, hanno preferito gente dello spettacolo come l'Uomo Gatto, cantanti che non incarnano certo le discipline olimpiche. Una mia vicina di casa e cugina di Lisa Vittozzi si trovava a Firenze, ha chiesto a un tedoforo chi fosse per farsi un selfie e lui le ha risposto, 'Faccio il tedoforo perché papà conosce certi sponsor'. Chi dovrebbe promuovere gli sport d'inverno se non i campioni d'inverno? E invece siamo stati snobbati".

LA RISPOSTA DI MI-CO: "FAUNER NON AVEVA I REQUISITI, LILLEHAMMER ONORATA"
"È importante ricordare che, pur nel massimo rispetto della sua straordinaria storia sportiva, Fauner non è stato invitato a prendere parte alla staffetta in quanto attualmente ricopre una carica politica (Vicesindaco del Comune di Sappada): una condizione che rientra tra i requisiti preliminari di esclusione previsti e perfettamente specificati sul regolamento pubblicato sul sito di Milano Cortina 2026". Così a LaPresse il Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026 chiarendo in merito alle osservazioni dell'ex fondista Silvio Fauner sul metodo di selezione dei tedofori del Viaggio della Fiamma Olimpica. "L'impresa della nostra Nazionale ai Giochi Olimpici di Lillehammer 1994 - prosegue la Fondazione presieduta da Giovanni Malagò - resta uno dei momenti più iconici dello sport italiano. Proprio per rendere omaggio a quella storica vittoria di squadra, Fondazione Milano Cortina 2026 ha invitato gli altri tre grandi protagonisti di quell'impresa a portare la Torcia Olimpica, uno dei quali ha già corso nella tappa di Aosta. Fin dall'inizio del progetto, il Comitato Organizzatore ha posto al centro del Viaggio della Fiamma le grandi campionesse e i grandi campioni dello sport italiano. Un principio che si è tradotto in scelte concrete sin dai momenti inaugurali del percorso tra Olimpia e Atene, che hanno visto protagonisti grandi icone del mondo dello sport invernale come Stefania Belmondo e Armin Zoeggeler. Lo stesso spirito ha guidato le tappe italiane, con il coinvolgimento di figure di primo piano, come Caterina Banti, Stefano Baldini, Mario Armano, Marco Albarello, Vuillermin Mirko e molti altri".

"Nelle prime 36 tappe del viaggio, la staffetta ha infatti già ospitato un numero significativo di campioni azzurri, tra cui numerosi medagliati Olimpici, molti dei quali appartenenti alle discipline invernali, e di generazioni diverse. La loro partecipazione ha contribuito a rendere questo percorso un'autentica celebrazione dei valori olimpici e della storia sportiva del nostro Paese. Il coinvolgimento degli atleti proseguirà nelle prossime settimane, secondo un programma costruito con attenzione, equilibrio e rispetto delle disponibilità individuali", conclude Milano-Cortina.