Le bevande di Milano Cortina in bottiglie di plastica 100% riciclate

Dalla logistica al packaging, passando per il trasporto e i sistemi di raccolta differenziata, tutto all'insegna della sostenibilità: è il modello per le bevande dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 presentato oggi da Coca-Cola in occasione del passaggio della Fiamma nello stabilimento biellese di Gaglianico, quasi 3 miliardi di bottiglie in plastica 100% riciclata realizzate dall'apertura degli impianti nel 2022. Una grande festa per i dipendenti - tedofori d'eccezione di questa speciale tappa del Viaggio - di questo polo di eccellenza in innovazione e sostenibilità ambientale, con tecnologie pioniere in Europa.

Con oltre 30 milioni di euro di investimento, il maggiore in sostenibilità nella storia del Gruppo, Coca-Cola ha trasformato lo stabilimento di imbottigliamento dismesso in un impianto all'avanguardia, capace di trasformare fino a 30mila tonnellate di PET all'anno in nuove bottiglie, ad esclusione di tappo ed etichetta, in 100% PET riciclato (rPET), destinate a coprire la necessità di imbottigliamento delle bevande dell'azienda in Italia.

Qui, spiega Cristina Camilli Pubblic Affairs Communication and Sustainibility Senior Director di Coca-Cola per l'Italia e l'Albania, "nascono anche le bottiglie che saranno consumate durante le ormai imminenti Olimpiadi", comprese quelle di Lurisia bolle Stille, l'acqua ufficiale di Milano Cortina 2026. "A Milano e a Verona, le bevande saranno distribuite con mezzi di trasporto elettrici, mentre nelle zone di montagna arriveranno con veicoli alimentati a biocarburanti", spiega ancora Cristina Camilli, annunciando che "saranno fornite 1.200 frigovetrine di nuova generazione che saranno poi lasciate e mantenute nel mercato". 

Con 68 collaboratori in azienda, lo stabilimento Coca-Cola di Gaglianico è operativo sette giorni su sette, 24 ore su 24, ed ha una capacità di produrre fino a 750-800 milioni annui di bottiglie. "Le scaglie di PET, già pulite e selezionate, vengono fuse nei nostri impianti - spiega il direttore di stabilimento Stefano Lorenzo - per poter catturare dal materiale fuso e non solido, con più facilità ed efficienza, le sostanze nocive accumulate durante la raccolta differenziata. Siamo stati i primi ad utilizzare questa tecnologia e con un primato di produttività a livello mondiale". 

Dopo la fusione, il materiale viene trasformato nuovamente in sfere di resina idonee all'uso alimentare e poi in preforma, una volta gonfiati negli stabilimenti di imbottigliamento, diventano bottiglie totalmente riciclate. Efficienza anche nel trasporto, perché un camion di preforma corrisponde a 31 camion di bottiglie finite. "Abbiamo trasformato il rifiuto in una risorsa strategica - spiega Giangiacomo Pierini, Corporate Affairs & Sustainability Director di Coca-Cola HBC Italia -. È la dimostrazione di come la visione sul lungo periodo supportata da investimenti, tecnologia e competenze può arrivare a stabilire un modello".