Previsioni

La crescita di auto elettriche potrebbe rallentare nel 2026

Dopo un 2025 chiuso con numeri record, il mercato delle auto elettriche mostra i primi segnali di affaticamento: la Cina rallenta, il Nord America arretra e il cambio di rotta delle politiche pubbliche rimette in discussione tempi e obiettivi della transizione

di Redazione Drive Up

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Nel 2025 le immatricolazioni globali di veicoli elettrici sono aumentate del 20%, superando quota 20,7 milioni di unità. Un risultato importante, che però nasconde un dato chiave: a dicembre la crescita si è fermata al 6%, il livello più basso da febbraio 2024. Secondo Benchmark Mineral Intelligence, è il segnale più chiaro di un mercato che sta entrando in una nuova fase, meno lineare e più condizionata dalle scelte politiche.
Cina "colpevole"
A pesare sono soprattutto due fattori. Da un lato il raffreddamento della domanda in Cina, che resta il fulcro mondiale dell’elettrico ma registra il più debole aumento annuale degli ultimi due anni. Dall’altro la brusca frenata del Nord America, dove la fine degli incentivi fiscali negli Stati Uniti ha fatto crollare le vendite negli ultimi mesi dell’anno, trascinando il bilancio complessivo in territorio negativo.
Nuove norme in Europa
Il quadro europeo è diverso ma non privo di tensioni. Nel 2025 le immatricolazioni sono cresciute di oltre il 30%, sostenute da normative ancora favorevoli e da una gamma sempre più ampia. Tuttavia, la recente apertura dell’Unione europea a una revisione degli standard sulle emissioni alimenta l’incertezza sul medio periodo. Secondo gli analisti, il mercato globale dell’auto elettrica è diventato nel giro di un anno “quasi irriconoscibile”, complice anche il cambio di rotta dell’amministrazione statunitense sulle politiche di elettrificazione.
Non un declino
Per il 2026 le stime restano positive ma più caute. Le vendite mondiali dovrebbero salire a 23,9 milioni di unità, con una crescita attorno al 16%. La Cina tornerà ad accelerare, mentre Europa e resto del mondo rallenteranno e il Nord America rischia un nuovo forte calo. Numeri che riaccendono il confronto tra chi vede nell’elettrico una necessità climatica non rinviabile e chi teme che una transizione troppo rapida possa mettere sotto pressione industria, occupazione e profitti.