Italia agli Europei con novanta una partita di anticipo. Italia che vince ma soprattutto piace. Italia che ora chiuderà il girone a Roma contro la Norvegia, sperando in un caloroso abbraccio coi tifosi azzurri. Ne ha parlato il presidente della Figc Tavecchio a margine di una iniziativa della Federazione, facendo soprattutto il punto - l'ennesimo - sulla questione del rinnovo del contratto di Antonio Conte: "Solo nel calcio c'è questo vezzo del dover rinnovare gli accordi due anni prima ed è una cosa che non va bene. Ci vedremo e parleremo un mese prima della scadenza del suo contratto. La nostra volontà è quella di trattenere il ct ma dipenderà da lui. Siamo servi di tutti ma schiavi di nessuno. Se Conte dovesse decidere di andare via vedremo cosa fare, comunque servirà un grande leader. Speriamo bene perchè il nostro è un ct che è responsabile di tutte le Nazionali".
Chiaro, insomma. Almeno tanto quanto lo è stato nel negare ogni contrasto con Conte stesso: "Ho letto false notizie in questi giorni. Non c'è alcun gelo, siamo amici per la pelle perchè insieme abbiamo percorso una strada in salita. Siamo in sintonia con lui. Il calcio deve dare dei segnali, non stiamo andando verso una stagione di grandi compensi, senza una gestione accurata questo sport non si salva".
Detto questo, l'umore è ovviamente alto dopo la bella vittoria con l'Azerbaigian. Una prova che ha restituito un'Italia bella, solida e autoritaria. Continuando così ci sono tutte le ragioni per poter sperare in un Europeo molto positivo: "Non partiamo mai per arrivare secondi" ha concluso Tavecchio. "I nostri valori sono insindacabili, l'obiettivo è sempre quello di vincere. La questione ranking? Le quattro stelle (i quattro mondiali vinti) non vengono più prese in considerazione e contano solo le prestazioni degli ultimi due anni. Faremo di tutto per cambiare questo sistema ma per il momento le regole sono queste".
Italia Tavecchio: "Rinnovo Conte? Ne parleremo un mese prima della scadenza"
Il presidente Figc: "Sia chiaro: siamo servi di tutti ma schiavi di nessuno"
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