Tempi durissimi per l'Olanda. Dopo la mancata qualificazione agli Europei del 2016 in Francia, da Amsterdam a L'Aia non si parla più di "calcio totale" ma di "umiliazione totale". Dal 1984 gli Oranjes non mancavano un appuntamento con la rassegna europea, per coincidenza anche quello fu disputato in Francia. In patria sono già partiti i processi alla nazionale di Blind con i gioiellini della nuova generazione, come Depay e Wijnaldum, sotto accusa.
Incredulità mista a rabbia per un traguardo sulla carta ampiamente alla portata dei "tulipani" ma fallito clamorosamente senza nemmeno la possibilità di redimersi con gli spareggi. Quarto posto e tanti saluti al treno per la Francia con la sconfitta interna con la già qualificatissima Repubblica Ceca nel giorno della verità (con chances comunque ridottissime) a disegnare perfettamente quel "vorrei ma non posso" da sempre ritornello delle campagne olandesi. Nel day-after i toni non sono leggeri, anzi: "Incubo arancione", "I leoni rimarranno nella cuccia", "Catastrofe", "Umiliazione". Così titolano i principali quotidiani olandesi ed europei, per un'assenza che non potrà passare inosservata la prossima estate. Vuoto amplificato dall'allargamento a 24 squadre del torneo che rende ancora più pesante il fallimento.
"Il mio cuore sta piangendo, ma Danny Blind deve restare ct. Io rimango a disposizione, è adesso che dobbiamo restare uniti e agire da Paese, non abbatterci" ha dichiarato Robin Van Persie al termine della partita persa con la Repubblica Ceca. Solidarietà al ct del fallimento che acuisce in un certo modo un sentimento che in Olanda va avanti da tempo e riguarda la nuova generazione di fenomeni, o presunti tali.
Setacciando il sentimento della collettività olandese, sul banco degli imputati sono finite le stelline del nuovo corso. I vari Depay, Klaassen, Blind (figlio del ct), Wijnaldum e chi più ne ha più ne metta erano stati accusati di poca fame già dopo le sconfitte con Islanda e Turchia, criticati pubblicamente da una leggenda come Davids. Un ricambio generazionale fallito, per il momento, ma che ha messo in mostra tutti i problemi strutturali di una rosa priva di un portiere affidabile e di difensori da affiancare a De Vrij.
Dettagli pesantissimi, ma questo fallimento diventerà una tappa di un'esplosione inevitabile. Vedere Euro 2016 dal divano di casa non potrà che fare bene agli straordinari talenti olandesi. Un bagno di umiltà che permetterà ai vari Depay di compiere il definitivo salto di qualità.