SERIE A

Esposito vs. Vieri: il confronto a oggi dice Pio ma c'è ancora tanto da lavorare

Bobo è il campione con più analogie rispetto al giovane nerazzurro, ma per ora al di là dei numeri è solo un esempio da provare a imitare

di Enzo Palladini

C'è un paragone su cui più o meno tutti gli osservatori sono d'accordo: il campione del recente passato a cui Pio Esposito somiglia di più è Bobo Vieri. Le caratteristiche che li accomunano sono prima di tutto fisiche: struttura imponente, muscolatura sviluppata, predisposizione allo scontro fisico in campo. Poi ci sono le doti tecniche, che vanno dalla generosità nel dialogo con i compagni alla capacità di "riempire", come si dice ora, l'area di rigore. La differenza tecnica più evidente è quella relativa al piede forte: Pio calcia di destro, Bobo spaccava le porte con il sinistro. La precisione nel tiro è un punto su cui il giovane numero 94 nerazzurro deve ancora lavorare, ma anche Vieri nei suoi primi anni da professionista non era considerato un cecchino infallibile. 

Esposito è nato il 28 giugno del 2005, quindi ha 20 anni, 6 mesi e 18 giorni, età che Vieri (nato il 12 luglio del 1973) aveva il 30 gennaio del 1994. Se andiamo a stabilire un paragone tra i relativi numeri, Pio stravince: 18 presenze in Serie A con 2 gol (l'ultimo contro il Lecce fondamentale per il cammino dell'Inter),. mentre Bobo era fermo a 7 presenze (con la maglia del Torino) e 1 gol. Esposito ha giuà giocato 5 partite e segnato 3 gol in Nazionale, maglia che Vieri non aveva ancora mai vestito, se si fa eccezione per quella dell'Under 21. Ma anche qui il confronto dice Pio: 7 gol in 11 partite contro 4 in 6. Nel tabellino di Bobo c'erano all'epoca due stagioni in Serie B, ma sia per presenze sia per gol segnati si trovava metà strada rispetto al Pio attuale: 36/9 contro 77/22. Tra le altre partite ufficiali disputate, Vieri aveva solo qualche presenza in Coppa Italia, Esposito ha anche un Mondiale per Club (con gol) e 5 presenze in Champions League (con un gol). 

Attenzione: tutto questo non significa che Pio Esposito sia più forte di Bobo Vieri. Ne deve mangiare di polenta ancora per arrivare a quei livelli, Significa però che l'Inter ha avuto lungimiranza nel puntare su questo ragazzo arrivato dal settore giovanile e cresciuto anno dopo anno, partita dopo partita, consiglio dopo consiglio. Vedendolo giocare si percepisce la sua giovane età da alcuni errori di inesperienza sui quali bisogna lavorare, ma si capisce anche che si tratta di un ragazzo molto umile e pronto a imparare. Non è un caso se il suo mentore è Cristian Chivu: lo conosce da molto tempo, ha garantito per lui, ora sta raccogliendo i frutti. A favore di Vieri gioca invece un'altra considerazione: all'epoca dei suoi vent'anni, la Serie A era strapiena di campioni, era il campionato più competitivo del mondo. Trovare spazio era decisamente più complicato per un ragazzo. 

Seconda considerazione a favore di Vieri: il suo periodo d'oro è iniziato un po' di tempo dopo rispetto all'età che ha oggi Esposito. La maturazione piena è arrivata tra i 24 e i 25 anni, nell'ultima parte dell'esperienza juventina e poi soprattutto nell'anno dell'Atletico Madrid, quando è stata sprigionata tutta la sua potenza di goledor. Da lì in poi sono stati solo trionfi, prima con la Lazio poi con l'Inter e anche con la Nazionale, prima di iniziare la sua fase calante. Per il momento Pio Esposito è avanti nei numeri. Il suo compito (ma anche quello di Chivu e di Gattuso) è quello di continuare a essere il ragazzo umile che è, imparare ancora molto, magari riguardarsi qualche filmato del miglior Bobo per capire ancora meglio come muoversi. 

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