Da promessa di bassi consumi e risparmio, a spauracchio di un futuro inquinato e di continue multe dovute ai blocchi della circolazione. L'attacco inferto al motore diesel è stato preciso, incessante e si è rivelato fatale. Sebbene i propulsori di ultima generazione permettano di percorrere circa 20 km con un litro di carburante e abbiano ridotte emissioni, la fiducia è ormai persa. Un suo ritorno tra le preferenze degli automobilisti appare improbabile.
Sempre meno
Il 2026 potrebbe realmente segnare la sua definitiva sconfitta. Da novembre entrerà in vigore il nuovo standard Euro 7 e - sebbene il diesel sia paradossalmente il più "pulito" - aggiornare tutti i motori alle direttive potrebbe risultare troppo costoso. Un investimento che rischia di non generare un ritorno economico. Le tendenze di mercato parlano chiaro: nel 2025 il diesel ha rappresentato circa il 10% delle immatricolazioni nel mercato europeo.
Un veloce declino
Soltanto nel 2017, il diesel valeva il 44% del mercato; nel 2021 la quota si è ridotta al 19,4%. Oggi lo scenario lo vede nettamente superato dalle ibride benzina e tallonato dalle automobili elettriche, seppur fortemente incentivate dai governi. Parte della questione sta proprio qui: il favore - normativo, in Italia il prezzo alla pompa supera la benzina - all'auto elettrica è andato di pari passo con la disincentivazione del gasolio. I blocchi del traffico nelle grandi città hanno iniziato a colpire prioritariamente questo tipo di alimentazione, mentre - al contrario - gli "elettroni" ricevono sgravi fiscali e hanno garantito l'accesso pressoché ovunque.
Destino segnato
L'insieme di queste circostanze - costruite dall'ideologia politica più che dal mercato - hanno condotto a un punto di non ritorno. L'automobilista ha timore che l'acquisto di una vettura diesel possa risolversi nel breve periodo in una spirale di sanzioni e limiti alla circolazione. Meglio un'alternativa "sicura", almeno sotto questo punto di vista. Eppure, per un uso intenso dell'automobile tra extra urbano e autostrada, resta ancora campione di efficienza e la continua innovazione avrebbe potuto permettergli di fare ancora meglio. Vale ancora la pena chiederselo: la vera sostenibilità è consumare meno carburante o ricaricare più spesso alla colonnina?
Dati
Il motore Diesel è alla fine
Il 2026 segnerà con ogni probabilità il definitivo declino del carburante che ha motorizzato l'Europa negli ultimi 30 anni
© Getty Images
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