Juve in cerca di gol: gli attaccanti non centrano la porta

Numeri impietosi rispetto alla scorsa stagione: 18 reti fatte contro le 13 attuali. E Dybala diventa un caso

Due 0-0 di fila dicono che la Juve ha risolto un problema, ma si ritrova a doverne affrontare un altro. Perché se da una parte la difesa sembra essere tornata quella invalicabile delle ultime stagioni (zero reti subite nelle ultime due gare), dall'altra l'attacco ha iniziato a sparare a salve. Nonostante un reparto non certo leggero, i vari Morata, Mandzukic, Zaza e Dybala, per un motivo o per l'altro, finora non hanno reso come sperato. O meglio, non stanno mancando al momento di segnare. Il che, per un attaccante, non è un limite da poco. Colpa dei singoli o della squadra? I numeri questo non lo spiegano, anche se un po' di chiarezza la fanno.

Partiamo dalla prestazione contro il Borussia Moenchengladbach. Dopo la sfida dello Stadium, la Juve risulta la squadra che ha subito meno tiri in porta (solo 18) nelle tre partite della fase a gironi della ex Coppa Campioni. E questo conferma la bontà del reparto arretrato. Il problema è che contro i tedeschi solo nel primo tempo ha tirato per ben 12 volte verso Sommer, ma in nessuna di queste ha centrato lo specchio. Nel complesso Pogba e compagni hanno mirato il portiere avversario 22 volte, ma solo in due occasioni hanno impegnato Sommer. Occasioni che portano entrambe la firma di Pogba (su punizione e con destro centrale). Tradotto: Morata, Manduzkic, Zaza e Dybala insieme non hanno mai rischiato di segnare. Un bel guaio per Allegri, che di fatti a fine partita le ha cantate ai suoi. Più di qualcuno, però, ha puntato il dito proprio contro l'allenatore bianconero per alcune su scelte discutibili. Su tutte quella di lasciare ancora una volta in panchina Dybala, preferendogli prima Zaza a San Siro e poi Mandzukic in Champions League. Queste decisioni sono sempre stata motivate con il desiderio di non bruciare il giovane argentino, ma finora l'ex Palermo ha giocato per intero solo tre partite su otto in campionato (con Roma, Chievo e Bologna), per un complessivo di 422 minuti e una media di 52 a gara. Peggio in Europa, dove Dybala si ferma a quota 110 minuti (36 di media). Un po' pochino per un giocatore pagato oltre 30 milioni di euro più bonus, che di fatto gioca meno di un tempo a match (44'). Ma, come detto, è tutto il reparto a soffrire della crisi del gol se è vero che rispetto alla scorso anno la Juve ha segnato quasi la metà delle reti messe a segno nelle prime otto giornate di Serie A: solo 9 contro le 16 di dodici mesi fa. Bilancio diverso in Champions, dove nelle prime tre sfide della scorsa stagione i bianconeri si erano fermati a quota 2 contro i 4 attuali. Nel complesso, comunque, la differenza è evidente: 18-13 per la "vecchia" Juve. Solo per merito di Tevez, Llorente e Coman?