Arabia Saudita

Dakar 2026: successo per Al-Attiyah, tra le moto Benavides batte Brabec per soli 2 secondi

Per il qatariano è il sesto successo nella maratona nel deserto, il primo per Dacia con la Sandriders. Finale pazzo tra le due ruote: l'americano si perde e il pilota della KTM lo scavalca in classifica

di Massimiliano Cocchi

© Ufficio Stampa

Nasser Al-Attiyah conquista la Dakar numero 48 e scrive un’altra pagina di storia del rally raid più duro al mondo. Il qatariota trionfa al volante della Dacia Sandriders, regalando al marchio del gruppo Renault la prima vittoria assoluta di sempre alla Dakar, a un anno dal debutto del progetto.

Un successo costruito più sulla solidità che sugli acuti. Al-Attiyah ha vinto soltanto due delle tredici tappe in programma, ma è stato il più costante e lucido nell’arco delle due settimane di gara, riducendo al minimo gli errori di navigazione e colpendo nel momento chiave: la dodicesima e penultima tappa, quella che ha indirizzato definitivamente la classifica.

Nell’ultima frazione  ha gestito senza rischi un vantaggio consistente: 16 minuti su Nani Roma e 23 su Mattias Ekström, entrambe al volante del Raptor T1. Le Ford sono state infatti le rivali più insidiose, con lo spagnolo e lo svedese che hanno completato il podio finale sul lungomare di Yanbu. Ai piedi del podio chiude Loeb con la seconda Dacia Sandriders, mentre Carlos Sainz porta un'altra Ford al quinto posto.

Dakar amara, invece, per Toyota. Il costruttore giapponese ha perso quasi subito il vincitore della scorsa edizione, Yazeed Al-Rajhi, costretto al ritiro dopo la quarta tappa per problemi tecnici, aggravati da tre forature. Fuori dai giochi anche Henk Lategan, rimasto bloccato nella sabbia durante l’undicesima frazione mentre era in seconda posizione.

Ancora una volta Al-Attiyah ha fatto valere tutta la sua esperienza e la sua velocità, confermandosi uno dei grandi interpreti della Dakar moderna. Per lui si tratta del sesto trionfo dopo quelli ottenuti tra il 2011 e il 2023 con Volkswagen e Mini. Un campione a tutto tondo: prima dei motori, il qatariota è stato anche atleta olimpico, conquistando il bronzo nel tiro a volo skeet a Londra 2012, prima di dedicarsi completamente alle quattro ruote, passando anche dal Mondiale Rally.

Defender domina la categoria Stock

Rokas Baciuska conquista la vittoria nella categoria Stock a bordo della Defender. Il pilota lituano ha dominato la gara, imponendosi in sette prove speciali e costruendo un margine di quasi quattro ore su Sara Price. Due Defender occupano le prime due posizioni, mentre Ronald Basso, su Toyota Auto Body, è terzo a oltre 8 ore e mezzo di ritardo. Per il marchio britannicouna vittoria netta e senza appello nella Dakar 2026 dedicata alle vetture derivate dalla produzione di serie.

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Dakar 2026, finale incredibile tra le moto: gioia Benavides!

Meno scontato il finale tra le moto. L’edizione 2026 lo ha dimostrato fino all’ultimo metro, ribaltando certezze e riscrivendo la storia proprio nell’ultima tappa, quella che negli anni era diventata poco più di una formalità. Almeno per le moto, da oggi, non sarà più così.

Ricky Brabec si è presentato alla tredicesima e conclusiva speciale – 105 chilometri cronometrati su un anello intorno a Yanbu – con un vantaggio rassicurante: 3’20” su Luciano Benavides. Un margine gestito con lucidità dal pilota Honda, tanto che all’86° chilometro il distacco era addirittura salito a 3’42”. Tutto sotto controllo. O almeno così sembrava.

Il colpo di scena arriva però a soli sette chilometri dal traguardo. Un grave errore di navigazione spalanca la porta al sorpasso dell’argentino della KTM, che capisce l’attimo e si gioca il tutto per tutto. La rimonta è fulminea, la beffa clamorosa: Benavides vince la Dakar per appena due secondi, il distacco più ridotto di sempre nella storia del rally raid più duro al mondo. Una delusione enorme per Brabec e per la Honda, dopo quasi 5.000 chilometri di prove speciali, due secondi valgono la differenza tra una vittoria e un secondo posto. Sul podio finale sale anche Tosha Schareina, terzo con la Honda a 25’12” dal vincitore.

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Eroico Daniel Sanders, al traguardo con clavicola e sterno fratturati

Ma l’applauso più lungo è tutto per l'australiano Daniel Sanders. Il campione in carica, caduto nella decima tappa mentre era in testa alla classifica, ha riportato la frattura della clavicola e dello sterno, dicendo addio ai sogni di bis. Molti si sarebbero fermati. Lui no. Il pilota della KTM ha stretto i denti, ha resistito al dolore e ha portato a termine una Dakar eroica, chiudendo addirittura quinto assoluto, difendendosi fino all’ultimo dall’attacco di Adrien Van Beveren, battuto per 1’31”. Una prestazione che vale quanto una vittoria.

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