Non sempre l'ingresso della tecnologia coincide con un progresso nell'esperienza di utilizzo. Il "keyless" ha indubbiamente risolto molti fastidi che, in una frenetica quotidianità, aiutano a tirare un sospiro di sollievo. La totale omologazione a questa tendenza è però un errore. Tenere le chiavi in tasca o nella borsa e non doverle tirare fuori e cercare per entrare e avviare l'auto - a maggior ragione se piove o si hanno le mani occupate - è un supporto di cui ormai è difficile farne a mano. Per le sportive però è un altro discorso.
Emotività
Non è soltanto comodità e praticità: la sicurezza di un avviamento completamente elettronico, rende più complesso il furto del veicolo stesso rispetto a un meccanismo meccanico. Eppure, quello di inserire e girare la chiave nel cruscotto, è un rito che conserva un gusto intimo per la guida. Le automobili sportive non rispondono alle logiche di possesso e utilizzo di un'utilitaria o di un SUV: sono espressione di passione una personale, custodi di una dimensione emotiva.
Il tempo
Tenere la chiave in tasca o in borsa è un risparmio di tempo. Quando si scende in garage dalla propria sportiva - non supercar, il valore è diverso dal prezzo - per guidarla, magari una o due volte a settimana, il tempo a disposizione è desiderio. L'attesa di sedersi davanti al volante potrebbe essere sublimata da abitudini d'utilizzo immutabili. Inserire la chiave nel quadro strumenti, vedere al primo scatto il quadro strumenti illuminarsi e sentire al secondo il motore accendersi, è un rito che ogni appassionato dovrebbe poter continuare a vivere. La tecnologia può lasciare spazio all'emozione.
Opinioni
Le auto sportive dovrebbero avere le chiavi
Un rito meccanico che conserva il gusto intimo di un'esperienza emotiva
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