La gara contro il Palermo conferma il limite più grosso dell'Inter 2015/2016, che è molto più solida rispetto agli ultimi anni ma fatica tremendamente a trovare la via del gol. I nerazzurri, con nove reti all'attivo in nove giornate, sono il peggiore attacco tre le prime 13 squadre del campionato e devono fare i conti con la crisi di Icardi, a dir poco deludente al Barbera e a segno soltanto due volte in stagione.
Dopo aver sistemato la fase difensiva (solamente sette gol subiti), Mancini dovrà ora lavorare sull'attacco, che - oltre a quanto raccontato dai numeri (solo nove gol fatti) - trova parecchie difficoltà a esprimersi e a creare occasioni. Innanzitutto c'è da migliorare l'intesa tra Icardi e Jovetic, che spesso si trovano nella stessa posizione col risultato di togliersi spazio a vicenda. Nel 4-2-3-1 visto contro Juve e Palermo, il montenegrino agisce costantemente alle spalle di Maurito, che dunque non esce più fuori dall'area per dialogare con i compagni e aprire spazi per gli inserimenti. In questo modo, i due si muovono poco e di conseguenza si cercano ancora meno, perché spazio per passare la palla non c'è.
I rifornimenti, dunque, dovrebbero arrivare soprattutto dalle fasce, ma Perisic non è ancora incisivo e a destra, invece, nelle ultime due gare sono partiti dal 1' Brozovic e Guarin, che esterni di ruolo proprio non sono. Non a caso, contro il Palermo, le cose migliori si sono viste quando in campo è entrato Biabiany.
L'anno scorso Icardi aveva come partner Palacio, che svariando da destra a sinistra creava voragini per l'argentino, sicuramente adesso non al massimo della forma ma la sua crisi sotto porta è appunto dipesa anche da fattori tattici. Non a caso, infatti, l'Inter ha segnato due reti nello stesso match soltanto contro il Carpi e anche il ritorno al 4-3-1-2, dopo le cessioni di Kovacic ed Hernanes, non pare la soluzione migliore. Ecco perché, al di là di un'eventuale panchina per Maurito, Mancini dovrà preoccuparsi più che altro di modificare l'intero assetto offensivo.