L'ANALISI

Il Napoli ritrova nuove e antiche certezze ma corre anche troppi rischi

Nella vittoria con il Sassuolo la squadra di Conte rivede i tre punti dopo tre pareggi consecutivi

di Andrea Cocchi

Tre pari di fila, in una corsa scudetto, possono essere letali anche se hanno sapori diversi. Quello di domenica scorsa a Milano contro l'Inter ha messo in mostra un Napoli assolutamente credibile nella lotta per il bis tricolore. Un po' meno i due punti totali presi con Verona e Parma al Maradona, sia per il valore degli avversari, sia perché c'è sempre il rischio di far scappare chi sta davanti. La capolista a tinte nerazzurre è sopra di sei punti. Non abbastanza per demoralizzarsi, soprattutto dopo la vittoria con il Sassuolo. Fondamentale per la classifica e per il morale. Bisogna sempre ricordarsi che i campioni d'Italia in carica giocano senza Meret, De Bruyne, Anguissa, Neres e il solito Lukaku. L'ha ribadito McTominay a Milano nel dopo partita, in una sorta di rap per ricordare l'elenco dei tanti assenti nella squadra di Conte, soprattutto dopo i nuovi infortuni subiti contro gli emiliani.

Gli alibi non mancano e, se conta solo il risultato, il Napoli può sorridere. Anche perché, oltre ai tre punti, ha dimostrato di riuscire a sviluppare certi principi anche cambiando uomini e sistemi. Senza Neres, pensando alla prossima Champions, Stellini e Conte scelgono Vergara al posto di Politano, lasciato inizialmente in panchina. Di Lorenzo fa l'esterno a destra nel 3-4-2-1 con Elmas a occupare il ruolo di altro trequartista alle spalle di Hojlund. La fase offensiva viaggia sui soliti binari, chiunque scenda in campo. Il Napoli cerca l'uscita sull'esterno per far progredire l'azione centralmente attraverso Lobotka e McTominay, che utilizzano la sponda di Hojlund e gli inserimenti di chi arriva da dietro. Gli azzurri, comunque, non disdegnano il lancio lungo per la lotta del centravantone danese nell'uno contro uno. Lanci che possono arrivare anche direttamente da Milinkovic-Savic. 

Meno convincente la fase difensiva. Il Sassuolo ha parecchie occasioni per bucare il portiere dei padroni di casa, senza mai rinunciare a giocare e a sviluppare il gioco sulle corsie esterne. Il Napoli cerca le uscite classiche anche contro una difesa a quattro, con Hojlund su un centrale, Vergara sull'altro ed Elmas a schermare il regista (Matic). Gli esterni bassi vengono presi da Di Lorenzo e Spinazzola, lasciando le tre punte (Fadera, Pinamonti e Laurienté) ai tre centrali di difesa, in un rischioso uno contro uno. Non è un caso che Grosso cerchi dei cambi di gioco per isolare le ali. Gli azzurri soffrono più del dovuto anche per quello. 

Trovare subito il vantaggio toglie molte pressioni al Napoli, anche se in troppe occasioni la manovra ospite spaventa il Maradona. L'uscita di Elmas costringe Conte a scelte anche estreme. Fuori il macedone e Beukema, dentro Politano e Lang, con Di Lorenzo spostato tra i difensori. Poi, con la sostituzione di Vergara (uscito tra gli applausi per la buona prestazione) e l'ingresso di Mazzocchi, Politano si sposta tra i trequartisti insieme a Lang. La beffa dell'ennesimo infortunio, quello di Rrahmani, riporta in campo Buongiorno. Tanti cambi ma una buona tenuta difensiva. Certo, sarà sempre più complicato gestire il doppio impegno settimanale ora che torna la Champions, ma l'organizzazione di gioco e la "garra" e la qualità dei suoi giocatori può comunque far sorridere Conte.