È durata poco la pazza idea di poter lottare per lo scudetto. La Juventus l’ha dovuta cancellare in una ventosa e umidissima serata cagliaritana, al termine di una partita dominata per un’ora e quasi mai uscita dalla posizione di controllo del gioco. Unica eccezione: quei pochi secondi in cui Gaetano ha battuto la punizione che Mazzitelli ha deviato in maniera precisa e beffarda alle spalle di Perin. Pochi secondi, una sola vera distrazione che alla Juve è costata carissima: fine di una serie positiva promettente (7 risultati utili consecutivi), fine dei sogni di gloria a 10 punti dall'Inter capolista. Spalletti ha provato qualunque soluzione per raddrizzare la serata, a un certo punto aveva in campo un 4-2-4 con una linea offensiva formata da Zhegrova, Openda, David e Yildiz. Poi dentro anche Chico Conceiçao. Tutto inutile.
Sono gli ultimi metri il cruccio di Spalletti in questo momento. Tanto per dare un’idea, in tutto il primo tempo la sua squadra ha avuto un possesso palla del 74 per cento ma è stata pericolosa appena una volta, con un tiro di Miretti sporcato dalla difesa cagliaritana e parato da Caprile con un bel riflesso. Probabilmente l’azione più bella dei primi 45 minuti di assoluto dominio.
Segnare non sembrava un problema per la squadra bianconera negli ultimi tempi. Nelle prime 11 partite della gestione Spalletti erano state segnate 20 reti. In questo caso va sicuramente elogiata la disposizione difensiva del Cagliari di Pisacane, ma la Juventus ha dei limiti fisiologici che potrebbero essere risolti solamente con un’operazione di mercato costosa e coraggiosa. Spalletti non ha una prima punta a disposizione, ha David che si muove tantissimo su tutto il fronte d’attacco, ma la lucidità che sembrava aver ritrovato, stavolta si è persa. Openda deve ancora capire bene quale sia il suo compito all’interno di questa squadra. Yildiz è il più continuo nella ricerca delle percussioni, ma nel caso specifico la fortuna non gli ha dato una mano.
Il calcio sa essere crudele e un po’ bugiardo, soprattutto quando ci si limita a leggerne i risultati. La Juventus per un’ora ha disputato una partita da grande squadra, è stata padrona del campo e della palla. Possesso in percentuale Impressionante, sicurezza assoluta nella gestione del gioco. Tiri in porta, pochissimi però. Uno nel primo tempo d Miretti. Qualche conclusione sporca nella ripresa, quando ormai la logica non esisteva più. Sul settanta per cento della superficie del campo, la Juve è una squadra dominante e consapevole della sua forza. Manca qualcosa però. O forse manca molto: un centravanti che sappia sbloccare certe situazioni.