“Tornare in Champions è un imperativo categorico”, è questa la richiesta di Berlusconi a Mihajlovic, aggiungendo che “il brand può fruttare 200 milioni all’anno tornando protagonisti in Europa”. Presente a Milanello, il patron ha rinnovato la fiducia al tecnico e spronato Bertolacci: “Sta migliorando, sarà un altro giocatore”. Elogi per Donnarumma: “Il portiere del prossimi 20 anni”. Sulla trattativa con mister Bee: "Insinuate cose allucinanti".
Tornare grandi in Europa per spremere le potenzialità del marchio Milan. Questo l’obiettivo fissato al tecnico serbo da Silvio Berlusconi, oggi a Milanello. “La Champions è un imperativo categorico, non possiamo stare fuori da semifinali e finali europee”, ha chiarito il presidente, convinto di poter ricostruire un grande Milan puntando sul prestigio del nome: “La commercializzazione del brand in Oriente può portare introiti per 200 milioni in soli tre anni, ma dobbiamo dominare in Europa”. Il brand. Secondo Berlusconi il valore del Diavolo "è stimato in un 1,3 miliardi, concretizzando questo valore potremo assicurarci i top player".
Sul momento della squadra, non si sbilancia: se la fiducia a Mihajlovic non sembra del tutto intatta, perlomeno il presidente ribadisce che nella filosofia dei rossoneri il cambio in corso non è contemplato: “È una persona forte, è sempre stato convinto di poter fare risultati esprimendo un buon gioco. Certo, se avessimo vinto a Torino il distacco sarebbe di soli cinque punti: lì è mancato il possesso palla, l’ho detto a Sinisa. Ma non andremo contro il nostro allenatore, avete visto che anche Inzaghi è rimasto fino a fine campionato”.
Nei pensieri del presidente c’è sempre il suo sforzo di mercato, quel Bertolacci strapagato e finora in ombra: “Gli ho detto che ci aspettavamo un altro giocatore, ma da domenica ha cambiato marcia. Da Genova mi dicono che ha sempre fatto fatica a inizio campionato, che emergeva da ottobre in poi. Ottobre però adesso è finito”. Da una scommessa in forse a una riuscita: “È bellissimo lanciare un 16enne in Serie A, Donnarumma sarà il nostro portiere per i prossimi venti anni: in quel ruolo i miei successori non avranno bisogno di investire, sono invidioso”.
Passando all’analisi dell’attacco, il rimpianto di Berlusconi ha un nome e un cognome: Jeremy Menez. “Peccato per il problema alla schiena, avrebbe giocato dietro a Bacca e Balotelli: nella mia visione, Mario non deve più svariare sulle fasce come in passato, voglio vedere 90 minuti di propensione offensiva”. Aspettando, magari, un rinforzo inaspettato: "Le ginocchia di Boateng stanno bene, tira da qualsiasi posizione e ha la struttura giusta per essere un grande centravanti".
Chiosa finale sulla trattattiva con mister Bee: "Sulla stampa ho letto cose allucinanti. Ribadisco che i soldi che Taechaubol investirà nel Milan non sono miei capitali all'estero, come insinuano certi giornali. A Lugano ci sono andato solo per incontrare un suo rappresentante".