SDOTTORATE

I cambi "magici" di Allegri. Inter, ora serve Barella

La consueta rubrica del nostro Matteo Dotto

di Matteo Dotto

© Getty Images

Tutto invariato in testa alla classifica con le vittorie di cortissimo muso di Inter e Napoli sabato e del Milan ieri sera. Inter 49, Milan 46 e Napoli 43. La Juve sconfitta a Cagliari archivia sogni di gloria tricolore e deve fare la corsa sulla Roma (avanti tre punti: 42 a 39) per staccare il biglietto Champions. A poche ore dalla scomparsa del presidente Rocco Commisso la Fiorentina conquista a Bologna la sua prima vittoria esterna in stagione e aggancia il Lecce vedendo insomma la salvezza più vicina.

CAMBI – Il primo gol italiano del tedesco Fullkrug regala tre punti pesantissimi al Milan che scaccia così la sindrome delle piccole. Adesso sono 6 (su 34) i gol rossoneri arrivati dalla panchina. Nell’ordine: Athekame contro il Pisa per il 2-2 finale; Pulisic in Lecce-Milan 0-2; Pulisic con la sua doppietta in Torino-Milan 2-3; Nkunku in Fiorentina-Milan 1-1. E appunto Fullkrug ieri in Milan-Lecce 1-0.  

RIMONTE – Mai banali i confronti tra Allegri e Di Francesco. Se ne ricordano .soprattutto due. Stagione 2011-12, in Lecce-Milan i rossoneri di Allegri sotto 3-0 al riposo rimontano nella ripresa e vincono 3-4: a fine stagione il Milan si vede soffiare la scudetto dalla Juventus di Conte, qualche settimana dopo Di Francesco viene esonerato e sostituito da Cosmi con il Lecce che a fine campionato retrocede in B. Due anni dopo in una fredda e nebbiosa serata di gennaio il Milan si porta in vantaggio 0-2 sul campo del Sassuolo che poi grazie a un poker personale di Berardi vince clamorosamente 4-3. Il giorno dopo Allegri viene cacciato (Seedorf al suo posto) e a fine torneo il Sassuolo di Di Francesco, al suo primo anno in A, conquista la permanenza nella massima divisione.   

DIGIUNO – Primo posto in classifica, miglior attacco e capocannoniere del torneo. Davvero difficile trovare punti deboli all’Inter di Chivu. Non ha ancora vinto uno scontro diretto, certo, ma questo non gli ha impedito finora di stare davanti a tutti. Semmai una piccola pecca possiamo trovarla nella squadra nerazzurra: ha la maglia numero 23 di Nicolò Barella. Il centrocampista sardo in questa stagione non sembra particolarmente ispirato sotto porta: ha segnato solo un gol (il quarto alla Cremonese nel 4-1 di San Siro dello scorso 4 ottobre) e in Europa è a secco da quasi tre anni, dalla rete segnata al Benfica nel 3-3 casalingo del 19 aprile 2023. Che sia di buon auspicio per la sfida di martedì sera contro l’Arsenal?

COPPIA – Un gol annullato e uno buono: la coppia giallorossa Dybala-Malen fa sognare, se non lo scudetto (l’Inter è a +7) la qualificazione Champions (la Juventus è a -3). L’intesa tra i due a Torino è apparsa strepitosa, quasi miracolosa considerando che i due hanno fatto insieme giusto un paio di allenamenti. Anche prima delle due azioni da gol c’era stato un altro grande assist di Dybala per Malen e un triangolo chiuso dall’olandese che ha permesso all’argentino un mancino velenoso che ha sfiorato l’incrocio dei pali. Con appena 12 reti incassate in queste prime 21 giornate di campionato la difesa della Roma si conferma la meno battuta della Serie A. E con l’arrivo del centravanti a lungo sognato da Gasperini la squadra giallorossa può diventare davvero la rivelazione del campionato. Negli anni Settanta c’era una trasmissione radiofonica dal titolo “Chiamate Roma 3131”. Con il terzo successo consecutivo “all’inglese” (una volta si diceva così…) ci permettiamo di cambiare in “Chiamate Roma 2-0 2-0”.

CRISI – Nell’infinita querelle tra giochisti e risultatisti, il re del bel gioco Pep Guardiola (secondo allenatore più vincente di sempre dopo sir Alex Ferguson) sembra aver perso la bacchetta magica. Il tecnico catalano del City non celebra un trionfo dal 10 agosto di due anni fa, quando a Wembley vinse ai rigori la Community Shield nel derby di Manchester. Da quel giorno è stato il tracollo: 30 ottobre 2024, eliminato dal Tottenham negli ottavi della Coppa di Lega (altrimenti nota come Carabao Cup); 19 febbraio 2025, ko negli spareggi Champions contro il Real Madrid di Ancelotti; 17 maggio 2025, sconfitto in finale di FA Cup contro il modesto Crystal Palace; 25 maggio 2025, terzo posto finale in Premierleague; 30 giugno 2025 battuto negli ottavi del Mondiale per club dall’Al Hilal di Simone Inzaghi. Anche questa stagione non pare brillantissima: in Premier il Manchester City è a -7 dall’Arsenal capolista e non ha ancora vinto una partita nel nuovo anno (tre pareggi e una sconfitta, appena sabato scorso a Old Trafford nel derby contro lo United). Un po’ meglio va in Champions dove la qualificazione diretta agli ottavi sembra blindata. E proprio la Champions diventa il vero obiettivo di un Guardiola alla caccia della quarta coppa dopo quelle vinte nel 2009 e nel 2011 con il Barcellona di Messi e nel 2023 con il City contro l’Inter a Istanbul (più quella da calciatore nel 1992 con il Barça contro la Sampdoria). La missione del Pep resta insomma quella di eguagliare o magari superare Carletto Ancelotti, re della Coppa dei Campioni (5 successi in panchina e 2 in campo).