Tennis, McEnroe: "Amo Alcaraz ma Sinner resiste a tutto"

Per gli Australian Open "metterei" Jannik Sinner e Alcaraz "sullo stesso piano. Carlos è più brillante, nel gioco e nel modo di proporsi al pubblico. Ma anche Jannik ha grande personalità: è più costante, e sa imporre al gioco una velocità che solo lo spagnolo - oggi - può reggere. Però darei tutto così scontato. Se il tennis fosse una scienza esatta, non avrei raggiunto quello che ho raggiunto. Le variabili possono essere tante: una giornata storta, un piccolo infortunio. Di sicuro, i loro rivali se vogliono vincere non dovranno sbagliare nulla. Ma vedo altri campioni che possono dire la loro, soprattutto a inizio stagione. Il primo della lista è Djokovic. Però darei tutto così scontato. Se il tennis fosse una scienza esatta, non avrei raggiunto quello che ho raggiunto. Le variabili possono essere tante: una giornata storta, un piccolo infortunio. Di sicuro, i loro rivali se vogliono vincere non dovranno sbagliare nulla. Ma vedo altri campioni che possono dire la loro, soprattutto a inizio stagione. Il primo della lista è Djokovic". Così John McEnroe nel corso di un'intervista a Repubblica.

"Tifo per Alcaraz? Tifo per il bel tennis, per i giocatori che sanno infiammare il pubblico. Quelli con un carattere forte - spiega l'ex campione - Anche Jannik ha una grande personalità, e quella non te la costruisci: ci nasci. Lo scorso anno ha saputo resistere a pressioni veramente terribili, ne è uscito da grande campione. Alcaraz dal punto di vista tecnico è forse la cosa più bella che ho mai visto. Sulla superficie veloce però non basta un braccio speciale". McEnroe definisce poi Lorenzo Musetti un "talento puro, un bel tipo. E certe sue sfuriate hanno un sapore di vecchi tempi. Musetti è stato sfortunato al Roland Garros, quando si è fatto male: stava giocando alla grande. Sembra tornato al livello di prima, e si sta avvicinando ai migliori sia mentalmente sia fisicamente. Insieme a Novak può essere la reale alternativa a Sinner e Alcaraz. Ma negli Slam servono equilibrio e costanza. Arrivare fino in fondo resta una sfida enorme: devi battere due o tre dei top player. Un gradino sotto, altri giocatori".

Tra questi "i miei americani: Shelton, Fritz. E Zverev (ma deve attaccare di più). Però tutti hanno avuto dei problemi. Mi piace pure Bublik. E che peccato non avere qui due ragazzi dotati come Draper e Rune. La stagione però è lunga, avranno tempo per provarci".