CRISI SENZA FINE

Lazio, ora può succedere di tutto: dall'addio anticipato di Sarri alla partenza di Romagnoli

La sconfitta con il Como ha reso ancora più complicato il rapporto tra l'allenatore e Lotito

di Andrea Cocchi

Alla Lazio la situazione è surreale. Il rapporto tra Maurizio Sarri e il presidente Lotito è ai minimi termini e ora può davvero succedere di tutto. C'è stato un vertice a Formello che non ha cambiato la sostanza delle cose. L'allenatore si ritrova a dover gestire una rosa su cui non è potuto intervenire in estate, per i noti problemi legati al blocco del mercato, e che non può tentare di cambiare nemmeno ora che Lotito potrebbe (il condizionale è d'obbligo) spendere qualcosa. Sarri è stato chiaro sul fatto che si è ritrovato giocatori senza essere interpellato e il presidente ha ribadito un vecchio concetto che suona più o meno come "questa è casa mia e qui comando io".

I tifosi sono allibiti, la rosa è assortita in modo quantomeno discutibile, e non è detto che ci sia qualche altra partenza illustre. Romagnoli, per esempio, è tentato dalla ricca proposta dell'Al Sadd (6 milioni l'anno per un triennale) e la mancata promessa di rinnovo da parte di Lotito lo spinge verso l'addio. Uno che, come Guendouzi, era rimasto solo per Sarri. L'allenatore, preso in estate per fare il parafulmine, si è ritrovato in una situazione assurda senza nemmeno essere stato avvertito. Darebbe volentieri le dimissioni, come ha già fatto nel 2024, ma gli sembrerebbe di abbandonare una nave che affonda. La promessa fatta ai tifosi di restare almeno fino a fine stagione vale più di tutto. Lotito non lo ha ancora esonerato perché dovrebbe garantirgli una cifra di dodici milioni lordi per il resto del contratto triennale e spera che l'allenatore decida di farsi da parte. Un braccio di ferro che non fa bene a nessuno. Soprattutto alla Lazio.