Tecnologie

Una Volvo tutta d'un pezzo

L'alluminio fuso a seicentocinquanta gradi riscrive le regole della produzione eliminando cento componenti in un colpo solo per alleggerire la nuova generazione elettrica

di Redazione Drive Up

© Ufficio Stampa

Il cuore della trasformazione industriale che accompagna la piattaforma SPA3 si nasconde in una pressa gigantesca capace di cambiare per sempre il volto delle linee di montaggio. La casa svedese ha deciso di abbandonare il tradizionale labirinto di saldature e giunzioni che storicamente definiva il telaio posteriore dei suoi veicoli per abbracciare la tecnologia del megacasting.
Innovazione
Il processo è tanto brutale nella sua potenza quanto raffinato nella sua esecuzione: una colata di metallo liquido viene iniettata ad altissima pressione in uno stampo di dimensioni ciclopiche. Quello che prima richiedeva l'assemblaggio di circa cento parti distinte ora emerge come un unico elemento strutturale, solido e incredibilmente leggero. Questa scelta tecnica non serve solo a semplificare una logistica un tempo asfissiante, ma rappresenta la chiave per sbloccare nuove prestazioni nei modelli elettrici come la EX60.
Meno peso, più efficienza
La riduzione della massa complessiva è il vantaggio più immediato, garantendo un'efficienza superiore che si traduce direttamente in chilometri extra di autonomia. Al contempo, la struttura monolitica offre una rigidità torsionale che i vecchi metodi di costruzione non potevano raggiungere, migliorando la dinamica di guida e la precisione del telaio. Il megacasting, seguendo la scia tracciata da Tesla, permette inoltre di gestire in modo più efficace la sostenibilità dei materiali, facilitando l'integrazione di alluminio riciclato in un unico grande componente invece di disperdere gli sforzi su decine di piccoli pezzi.

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