Da Salt Lake City al Messico, dalle Olimpiadi invernali del 2002 al luogo dell'arresto dopo un lungo inseguimento da film. La fuga del canadese Ryan Wedding, 44 anni ed ex snowboarder di livello mondiale, si è chiusa in un freddo lunedì d'inverno.
Forse meno freddo per chi aveva messo la base in Messico protetto dal cartello di Sinaloa, nella sua nuova vita da narcotrafficante dopo aver lasciato nel passato la prima da atleta di ottimo livello.
L'Fbi lo inseguiva da tempo, senza successo, tanto che sulla testa de "El Jefe", considerato fra i primi 10 ricercati negli Usa, era stata messa una taglia da 15 milioni di dollari per chiunque potesse portare informazioni cruciali per la sua cattura.
Latitante addirittura dal 2015, Wedding aveva messo in piedi un'organizzazione capace di distribuire 60 milioni di tonnellate di cocaina all'anno fra Messico e Stati Uniti. Le autorità erano da tempo sulle sue tracce, tanto che nel dicembre 2025 arrivarono a sequestrare almeno 50 moto da Gran Premio riconducibili a lui, per un valore intorno ai 34 milioni di euro, fra cui alcune appartenute a Marc Marquez e Valentino Rossi.
Il suo arresto è stato confermato dal direttore Fbi Kash Patel, ora Wedding dovrà rispondere alle accuse di traffico internazionale di droga, riciclaggio di denaro, associazione per delinquere e omicidio.