Motorsport

Perché il rally di Monte Carlo è stato un successo per Lancia

Tra condizioni estreme, tempi di vertice e segnali tecnici incoraggianti, il ritorno del marchio torinese nel Mondiale parte con basi solide e prospettive promettenti

di Tommaso Marcoli

© Ufficio Stampa

Il Rally Monte-Carlo è da sempre una delle gare più complesse e selettive del Mondiale. Fondi che cambiano chilometro dopo chilometro, temperature instabili e un livello di rischio costantemente elevato lo rendono un test ideale per misurare il valore reale di una vettura e di una squadra. Proprio per questo, il debutto di Lancia può essere considerato un successo, indipendentemente dalla posizione finale in classifica.

Incoraggiante
In un’edizione caratterizzata da numerose uscite di strada e ritiri eccellenti, la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale ha mostrato solidità e coerenza di rendimento. La capacità di affrontare condizioni estreme senza problemi tecnici rilevanti rappresenta uno degli indicatori più importanti per un progetto al debutto, soprattutto in una gara che storicamente non concede margini di errore. Dal punto di vista prestazionale, i riscontri cronometrici sono stati altrettanto significativi. La vettura si è dimostrata immediatamente competitiva nel confronto diretto con i riferimenti della categoria WRC2, facendo segnare diversi tempi di vertice fin dalle prime prove speciali.
Competitiva
Un altro elemento chiave è la gestione complessiva del weekend. In un contesto così selettivo, limitare gli errori e mantenere una continuità di prestazione è spesso più importante della singola prova spettacolare. In questa prospettiva, Monte-Carlo non è stato soltanto il ritorno simbolico di un marchio storico nel Mondiale Rally, ma la conferma concreta che il progetto è nato con basi solide. Il risultato sportivo - in questo specifico contesto - passa in secondo piano rispetto al messaggio emerso dal campo: Lancia è di nuovo competitiva ed è pronta a vincere.

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