Roma, stadio: Gabrielli-Pallotta, bufera e scuse

"Conosco solo l'Olimpico e ricevo cani e porci", dice il prefetto. La replica di Pallotta: "Chi sono dei due?". Poi la precisazione

Polemica a distanza tra il prefetto di Roma Franco Gabrielli e il presidente della Roma James Pallotta sulla questione stadio. "Io al momento conosco solo l'Olimpico", ha detto Gabrielli, aggiungendo di non sapere che si sarebbero dovuti incontrare. "Non mi nego a nessuno e ricevo cani e porci". "Io dovrei essere il cane o il porco? Perché se fossi il cane dovrei abbaiare, se fossi il porco dovrei grugnire", la replica del numero uno giallorosso.

Un duetto a distanza che non è proprio il massimo. Fra i due, è risaputo, c'è scarso feeling. E il punto di scontro è una richiesta del presidente della Roma per risolvere il problema della divisione delle curve, con la protesta dei tifosi romanisti e laziali. Secondo il prefetto, tale richiesta non è mai arrivata. "Sono facilmente reperibile -ha detto Gabrielli-, e, come dico a volte un po' scherzando, ricevo cani e porci, per dire che il mio ufficio è aperto. Ma se mi vengono comunicati impegni riferiti da altri, non mi piace. Io non incontrerò mai qualcuno se non l'ho mai sentito".
E da qui, la replica di Pallotta.

"Spiace constatare che il presidente Pallotta, evidentemente non conoscitore della lingua, sia stato indotto in errore dai suoi uomini, perché quel che ho detto, in italiano, si chiama iperbole". Così il prefetto di Roma Franco Gabrielli controreplica al presidente giallorosso. "Qui non si tratta di cani e porci né di offendere nessuno - prosegue il prefetto - ma, semplicemente, di rimarcare la massima disponibilità della prefettura e del prefetto di Roma ad incontrare chiunque, anche i personaggi di grande lignaggio". Il tema vero, conclude, è che "si tratta di chiedere gli appuntamenti prima di darli". Ed invece, "non ci si è mai presi il disturbo di richiederli".