Strade d'Italia

Colle Tenda: dove volano le aquile

Una strada di confine scavata nella roccia e nella storia, uno di quei valichi che non servono solo a superare una montagna, ma a capire perché guidare, qui, è ancora un atto culturale prima che meccanico

di Tommaso Marcoli

© Foto da web

Il Colle di Tenda è un mito. Un passaggiotra Piemonte e Provenza, usato da mercanti, eserciti e viaggiatori molto prima che dalle automobili. Da un lato la valle Vermenagna e Limone Piemonte, dall’altro la Roya francese e Tenda. In mezzo, una salita che cambia carattere metro dopo metro, fino a superare i 1.870 metri e spalancare l’orizzonte. È una strada che chiede tempo, attenzione e rispetto, ma in cambio offre una delle esperienze di guida più autentiche dell’arco alpino.
Di confine
La salita italiana è ampia, regolare, quasi rassicurante all’inizio. Poi, superato Limone, l’asfalto si fa più stretto e la montagna prende il comando. Il vero carattere del Colle emerge però dal lato francese, lungo la leggendaria strada militare: tornanti serrati, fondo irregolare, curve scavate nella roccia viva. È una guida fatta di equilibrio e precisione, dove ogni errore si paga e ogni curva riuscita regala soddisfazione. Il traffico è raro, il silenzio frequente, l’impressione costante è quella di essere ospiti della montagna.
Storia e sostanza
Il Colle di Tenda è stato linea di passaggio strategica per secoli. Fortificazioni, gallerie, tracciati militari raccontano una storia fatta di confini mobili e identità sovrapposte. Anche a tavola il confine sfuma: polenta, formaggi d’alpeggio, carni robuste sul versante italiano; sapori provenzali, erbe e piatti essenziali su quello francese. Non è una strada “cartolina”, è una strada vera, a tratti aspra, segnata dal tempo e dagli eventi. Proprio per questo resta impressa. Il Colle di Tenda si vive, lentamente, curva dopo curva.