
La Juventus affronterà il Galatasaray nei playoff di Champions League. Il sorteggio di Nyon riporta in vita vecchi fantasmi per i bianconeri, ma anche per Luciano Spalletti.
Il primo pensiero per i tifosi della Vecchia Signora va a quella maledetta partita giocata nella neve di Istanbul. È l'ultima giornata del girone dell'edizione 2013/14 e la Juve di Antonio Conte si gioca il passaggio del turno contro il Gala di Roberto Mancini. Il match, previsto per il 10 dicembre, è interrotto per l'abbondante nevicata e viene ripreso il giorno dopo. Ai bianconeri basta il pari per accedere alla fase successiva, ma un gol dell'ex interista Wesley Snejider a cinque minuti dalla fine condanna la Juventus alla retrocessione in Europa League.
Venendo ai tempi più recenti, Spalletti ritroverà due vecchie conoscenze. La prima è Victor Osimhen, con cui il tecnico ha vinto uno scudetto al Napoli tre anni fa. Il rapporto con il classe '98 è sempre stato caratterizzato da grande stima reciproca e proficua collaborazione, tanto che l'attaccante lo definisce anche "un genio". Qualche battibecco, però, non manca. Durante la preparazione estiva nel 2022, l'allenatore spedisce il nigeriano negli spogliatoi, colpevole di essersi lamentato troppo per un mancato fischio in partitella. Victor sbarca al Gala nel settembre del 2024 e anche in Turchia dimostra di essere un centravanti che farebbe comodo a parecchie squadre. Da allora colleziona 50 gol e 8 assist in 60 presenze. Insomma, difesa bianconera avvisata.
Se con Osimhen i rapporti sono buoni, lo stesso non si può dire di quelli con un altro avversario. Contro il Galatasaray, infatti, Spalletti ritroverà anche Mauro Icardi. Per colpa di dinamiche extracampo, il rapporto tra i due si rompe definitivamente nella stagione 2018/19, la seconda di Spalletti all'Inter e per entrambi l'ultima in nerazzurro. L'argentino è in trattativa per il rinnovo e Wanda Nara, allora moglie e procuratrice, rilascia diverse dichiarazioni che infastidiscono parecchio tutto l'ambiente. Da un lato, confessa che il marito è cercato da top club europei, dall'altro sostiene che in squadra non ci siano giocatori che possano esaltarne le qualità balistiche e che quindi bisogna fare nuovi acquisti per permettere a Icardi di segnare più gol.
Società e allenatore non possono tollerare una situazione simile e di comune accordo decidono di togliere la fascia all'argentino e di darla ad Handanovic. Anni dopo, nella sua autobiografia, Spalletti scrive: "Mi resi conto che la debolezza del nostro capitano si chiamava Wanda e rischiava di portare a fondo tutto il gruppo. C'era un solo modo per evitare una guerra nello spogliatoio: le scuse di Mauro Icardi. Non arrivarono mai. Di fatto, per non perdere la squadra, persi Icardi, l'uomo e il calciatore".
Insomma, a febbraio i due si ritroveranno per la prima volta da avversari in una sfida che promette già scintille.