Roma, che caos: tra Garcia e le minacce di morte

Il tecnico si gioca tutto contro il Genoa, mentre i tifosi...

Se il traghettatore è Caronte e la questione diventa di vita o di morte, non solo sportiva - il riferimento è alla scritta apparsa fuori da Trigoria "11 calciatori, 11 bare", ndr - , il limite, è evidente, è stato abbondantemente superato. Garcia e la squadra da una parte, non necessariamente la stessa. I tifosi, se così possono essere definiti, dall'altra. In mezzo Roma e la Roma, il passo breve che ha portato dagli insulti alle minacce e una panchina in cerca di padrone. Garcia, forse, ma le quotazioni più che in ribasso sono azzerate. Un tecnico di passaggio, sempre che si trovi. Un allenatore per sempre, se davvero sapranno individuarlo. E domenica il Genoa, altra malata del nostro campionato. Quel che sta accadendo attorno alla squadra giallorossa è in parte grottesco, in parte spaventoso. Perché il clima è quel che è. Brutto, pesante, da soffocare. E la squadra, buttata là a inizio stagione con il marchio di favorita per lo scudetto, è una nave alla deriva. Senza comandanti, tra onde alte, abbandonata.

In questa situazione è pacifico che l'attesa fosse tutta per le parole che sono state dette prima ancora che per le risposte del campo. Alle 13.15 ha parlato Garcia e, come prevedibile, non ha poi detto niente di sconvolgente. La sua ultima partita? E chi ci pensa... "Ho altre battaglie da portare avanti". Sarà, ma intanto alla società è venuto il fiato corto a furia di rincorrere affannosamente un sostituto del tecnico. Andando in ordine di tempo, si è passati da Lippi a Spalletti, fino a Bielsa e Conte, senza dimenticare magari Prandelli. Buio pesto in fondo a un vicolo cieco in cui non si sa che strada prendere e si aspetta che il tempo passi portandosi qualche risposta.

Ad esempio: contro il Genoa arriverà la reazione del gruppo o i giocatori scenderanno definitivamente dalla barca Garcia? E ancora: tirare giugno con Garcia in attesa che si liberi Conte - prima scelta del club - o tornare indietro di qualche anno per ripartire da Spalletti? Il tutto mentre la città ribolle che nemmeno una pentola piena d'acqua fino all'orlo. Solo che l'acqua cola dai bordi una goccia alla volta e, prima o dopo, potrebbe travolgere tutto.