"La sicurezza è la priorità quotidiana di uomini e donne in divisa, e anche senza divisa, che fanno questa per la nostra tranquillità. Quindi quello che succederà ai Giochi, peraltro in una dimensione molto ampia e anche molto complessa, sarà il frutto dell'espressione del modello italiano dell'ordine pubblico e della sicurezza del Ministero dell'Interno in questi casi con il supporto anche del ministero della difesa, con carabinieri e finanzieri, sarà un gioco di squadra che garantirà soprattutto la regia e la centralità del modello, cioè chi lo governa". Così il ministro dello sport e dei giovani Andrea Abodi, in una intervista a LaPresse, rispondendo in merito alla sicurezza ai Giochi di Milano Cortina e se questa sarà una 'priorità' dell'Italia o anche di altri Paesi dopo le voci di una possibile presenza sul territorio nazionale di Ice e Pasdaran. "In tutti i grandi avvenimenti, tanto più i giochi olimpici e paralimpici, c'è il concorso delle altre realtà nazionali, ma che intervengono comunque rispettando i protocolli del Paese che ospita. Quindi io da questo punto di vista non vedo rischi nel modello, vedo i rischi di una realtà molto soggetta a intromissioni di criminalità, di terrorismo internazionale e più legittimeremo e ci affideremo e daremo fiducia a questo modello e più sarà facile comunque che i rischi vengano contenuti e limitati", aggiunge il ministro. "Comunque ci sarà un antiterrorismo di altri paesi? Non c'è dubbio, è inevitabile, la nostra sicurezza dipende dalle forze che vediamo e dalle forze che non vediamo e che concorrono comunque alla nostra tranquillità", conclude.
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