AUSTRALIAN OPEN

Troppi Ko nei quinti set e in sfide oltre le 4 ore: la nuova missione di Sinner (e Ferrara) dopo l'Australia

Mai una vittoria oltre i 240', i dati che preoccupano e il nuovo lavoro fisico da impostare con lo staff: ecco come riparte Jannik dopo la sconfitta con Djokovic

di Paolo Borella

Esattamente 249 minuti, poco più di 4 ore. Tanto è durata la semifinale degli Australian Open persa da Jannik Sinner contro Novak Djokovic. Il dato è fondamentale e può spiegare parte delle ragioni del Ko del numero 2 al mondo, anche alla luce dei precedenti. 

Le statistiche di Sinner, quando le partite superano le 4 ore di gioco e anche quando arrivano al quinto set, sono abbastanza preoccupanti: mai vinta una partita andata oltre le quattro ore, otto sconfitte su otto; 6 vittorie e 11 sconfitte una volta che Sinner si è ritrovato a giocarsela al quinto set. L'amico-rivale Carlos Alcaraz, tanto per fare un esempio, ha invece vinto 15 su 16 sfide al quinto set. 

Dopo i successi di Melbourne nel 2024 e 2025, una sconfitta contro un mostro sacro come Nole, che ha logorato Sinner sfruttando anche il fattore tempo, ci può stare. Ma durante il volo di ritorno dall'Australia, mentre il serbo si giocava il titolo contro Alcaraz, lo staff del 24enne di Sesto Pusteria ha potuto riflettere sulla "lezione", come definita dallo stesso Sinner, del Ko in semifinale. 

Il confine fra aspetto fisico e mentale è spesso invisibile quando si parla di partite che vanno al quinto set (e quindi spesso sopra le quattro ore). Sinner, abituato a sbranare gli avversari fin da subito e lasciare pochissimo spazio a eventuali reazioni, dovrà abitarsi anche a partite tirate e a momenti in cui non sarà al 100%, come accaduto in semifinale. 

Se non sarà possibile chiudere in fretta l'incontro, diventa fondamentale spuntarla anche nella battaglia di nervi successiva. Per andare oltre al "record" di 3 ore e 48 minuti dell'incontro più lungo vinto in carriera, negli ottavi degli Us Open del 2022 contro Ivashka. Anche questo intendeva coach Darren Cahill, sulla scia del collega Simone Vagnozzi, quando dopo il trionfo alle Finals diceva che "il tennis migliore di Sinner arriverà a 28, 29, 30 anni". 

A quanto pare, ci sono margini di miglioramento anche per l'alieno che ha lanciato il tennis italiano a confini mai immaginati, che ha vinto 4 Slam e per 2 volte la Coppa Davis prima dei 25 anni.

Di questo, Jannik parlerà nella riunione con lo staff post Australia, dopo qualche giorno di svago e riposo. In particolare, nuovo lavoro da impostare con il preparatore Umberto Ferrara, reintegrato nell'estate 2025 dopo l'allontanamento legato al caso Clostebol, figura a cui Sinner si è sempre affidato con fiducia.