
Le Sdottorate: il settebello dell'Inter e il record di McKennie
Spunti e curiosità della 23esima giornata di Serie A

Una domenica in scioltezza per Inter e Juventus che vincono facile a Cremona e Parma corroborando i rispettivi sogni scudetto e Champions. In questa 23esima giornata, la più “spalmata” della storia partita venerdì con Lazio-Genoa e che si chiuderà domani con Bologna-Milan, pagano con l’esonero Gilardino al Pisa (ufficiale) e Zanetti al Verona (ufficioso) mentre l’1-0 del Torino sul Lecce salva la panchina di Baroni.
RECORD – La prima doppietta in carriera di Bremer e il settimo centro stagionale di David non oscurano l’ennesima firma di McKennie: per l’americano quarto gol in campionato che sommato ai tre in Champions porta il totale a 7. Record personale battuto, il precedente risaliva alla prima stagione in bianconero (2020-21) quando McKennie segnò in tutto 6 reti (5 in A e una in Champions).
RULLO – Difficile ormai trovare aggettivi per la marcia nerazzurra in testa alla classifica. Quasi noioso l’aggiornamento dei numeri “goliferi” di Lautaro Martinez. I 55 punti della squadra di Chivu portano il paragone con l’andamento dello scorso campionato a un lusinghiero +4. La vittoria a Cremona è la settima consecutiva fuori casa e di queste sette ben cinque sono arrivate senza subire reti (2-0 allo Zini, 1-0 a Udine, 2-0 a Parma, 1-0 a Bergamo e 2-0 a Pisa).
ERRORI – Che Nico Paz sia uno dei migliori talenti del campionato italiano e del calcio europeo non ci sono dubbi. Certo l’argentino del Real Madrid in prestito al Como dovrà migliorare il suo score dal dischetto: 3 errori su 3 rigori calciati in Serie A. Prima di quello parato ieri da Carnesecchi (e costato due punti al Como), il classe 2004 ne aveva falliti altri due: uno, sempre in questo campionato, glielo aveva respinto Provedel all’Olimpico (Lazio-Como 0-3); un altro, il primo della serie-no, glielo aveva parato nello scorso torneo Falcone (in Como-Lecce 2-0). C’è comunque… chi ha fatto peggio. Il suo connazionale Martin Palermo tre rigori – nella Copa America 1999 – li sbagliò tutti in una volta: era il 4 luglio 1999, la Colombia avrebbe vinto 3-0 contro l’Argentina diretta da Marcelo Bielsa. Non era in campo il papà Pablo Paz (per lui 14 presenze e 1 gol nella Seleccion ma dal 1996 al 1998, nel ciclo Passarella), c’era invece Javier Zanetti che proprio in quella gara rimediò la sua unica espulsione (per doppia ammonizione) nelle 145 partite disputate con la camiseta albiceleste.
SCUGNIZZO – Finalmente di nuovo un profeta in Patria. L’epidemia di infortuni che ha colpito il Napoli ha dato spazio al 23enne fantasista partenopeo Antonio Vergara, a segno nelle ultime due partite al Maradona: prima (mercoledì) ha perforato la porta del Chelsea regalando l’illusione dell’euro-qualificazione, poi (sabato) ha firmato contro la Fiorentina il suo primo gol in A. Era da più di cinque anni che non si vedeva un gol di un “napoletano verace” in Champions League: l’ultimo lo aveva segnato Lorenzo Insigne (da pochi giorni rientrato in Italia, nel Pescara in B) nell’agosto 2020 contro il Barcellona in un Camp Nou desolatamente vuoto causa Covid.
RIGORI – Il Genoa sta soffrendo di una sorte di sindrome da dischetto-Cesarini. Sono già 4 le gare decise da rigori trasformati da squadre avversarie (o falliti dai rossoblù) oltre il 90esimo minuto. E il tutto è fin qui costato al Grifone la bellezza di 6 punti. A ritroso, si parte dal rigore di Cataldi che all’Olimpico ha regalato il 3-2 alla Lazio al 100’; quindi l’errore di Stanciu in pieno recupero a San Siro con palla in Curva Nord nell’1-1 contro il Milan e quello di Cornet a Marassi contro il Parma, con parata di Suzuki sotto la Gradinata Nord che salva lo 0-0 al 97’; e alla quarta giornata il gol dal dischetto di Orsolini in Bologna-Genoa 2-1.