Ha consegnato a Marco Ferdico, attraverso Daniel D'Alessandro, il "borsone" contenente i "50mila euro" pattuiti come "compenso" per "l'omicidio" di Vittorio Boiocchi e, anche se ha sostenuto di non avere alcuna "possibilità di scelta", lo avrebbe fatto consapevole che quel passaggio di denaro fosse stato ordinato dell'altro capo ultras dell'Inter, Andrea Beretta, con quella finalità. Per questo motivo la gip di Milano, Francesca Ballesi, ha disposto la custodia cautelare in carcere per Mauro Nepi. Si tratta dell'ultimo dei 5 uomini ancora in libertà e non mandato già a processo, che la Procura di Milano ritiene i complici di Beretta nell'aver organizzato e realizzato l'agguato con cui il 29 ottobre 2022 Boiocchi è stato freddato fuori da casa sua, prima di Inter-Sampdoria, con 5 colpi di una Luger calibro 9X19, di cui due letali al collo e al torace.
Dopo due richieste d'arresto rigettate dalla gip Daniela Cardamone, con la motivazione dell'assenza della prova certa della consapevolezza da parte del 43enne di Melzo del piano criminale, perché sarebbe stato solo a conoscenza di consegnare un "borsone" contenente "le cose di Marco" (Marco Ferdico, ex uomo dei social della curva interista già condannato a 8 anni per associazione a delinquere) e di aver saputo solo in seguito che quelli fossero "i soldi per l'omicidio" come lui stesso ha riferito inizialmente, è stata accolta la richiesta di misura cautelare dei pubblici ministeri Paolo Storari e Stefano Ammendola che chiudono il cerchio sull'omicidio Boiocchi e sulla faida ultras sui "conti" e i profitti del "merchandising" della curva e dell'associazione 'We are Milano' che a settembre 2024 ha portato anche all'omicidio dell'ndranghetista Antonio Bellocco, per mano di Beretta. Pm e investigatori della squadra mobile di Milano hanno raccolto nuovi indizi a carico di Nepi, già condannato a 4 anni e mezzo nel processo con rito abbreviato 'doppia curva' agli ultras per i traffici illeciti e le violenze intorno al Meazza.
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