LE DISCIPLINE

Il Biathlon alle Olimpiadi Invernali: l'arte dell'equilibrio tra il cuore in gola e la mano ferma

© Getty Images

C’è un momento, nel biathlon, in cui lo stadio sembra abbassare il volume. Dopo una fase di spinta sugli sci, tutto si concentra in pochi minuti e pochi secondi. L’atleta entra al poligono, rallenta, si sistema, cerca un ritmo di respirazione. E lì capisci perché questa disciplina olimpica è diversa: non vince solo chi è più veloce, ma chi riesce a trasformare la fatica in precisione.

Che cos’è il biathlon

Il biathlon è una disciplina invernale che unisce sci di fondo e tiro a segno. Durante la gara si alternano tratti sciati e soste al poligono, dove si effettuano serie di cinque colpi su bersagli a 50 metri. È uno sport crudele e spettacolare perché mette insieme due abilità opposte: spingere al massimo e poi “raffreddarsi” in pochi secondi per mirare con lucidità. Storia del biathlon alle Olimpiadi Invernali

Le origini del biathlon affondano nelle tradizioni nordiche e nelle competizioni legate alle pattuglie militari sugli sci. Debutta nel programma olimpico nel 1960 ai Giochi di Squaw Valley. Nel corso dei decenni lo sport evolve e si standardizza, sia nelle distanze sia nelle modalità di tiro, fino ad arrivare nel 1978 agli standard contemporanei: carabina calibro .22 e tiro a 50 metri. 

Parallelamente il programma si arricchisce di nuovi formati pensati per essere format più “televisivi” e spettacolari (come inseguimento e mass start), e la disciplina cresce fino a diventare una delle più seguite dell’inverno. Dal 1992 accoglie anche le gare femminili.

Regole del biathlon

Nel biathlon vince chi combina meglio velocità sugli sci e precisione al tiro. Le regole chiave si capiscono in pochi punti.

  • Tiro a 50 m su bersagli che “premiano” il colpo: da nero a bianco quando si centra.
  • Due posizioni di tiro: prone (a terra) con bersaglio più piccolo (4,5 cm) - standing (in piedi) con bersaglio più grande (11,5 cm)
  • Ogni errore costa una penalità (dipende dalla specialità). Nell’Individuale, ogni bersaglio mancato vale "un minuto" aggiunto al tempo finale. Nelle altre prove principali (Sprint, Inseguimento, Mass Start e Staffette) per ogni bersaglio mancato si percorre un giro di penalità da 150 metri.
  • Cinque colpi per sessione

Formato delle gare di biathlon alle Olimpiadi

Alle Olimpiadi il biathlon si sviluppa su prove individuali e staffette, maschili e femminili, più la gara mista. In sintesi:

  • Sprint (partenze a intervalli): 2 sessioni di tiro (prone + standing) e giro di penalità per ogni errore. Distanze: uomini 10 km, donne 7,5 km.
  • Pursuit / Inseguimento (partenza “a caccia”): si parte con i distacchi della sprint; 4 sessioni di tiro e vince chi taglia per primo il traguardo. Distanze: uomini 12,5 km, donne 10 km. 
  • Individuale: la prova più “severa”; 4 sessioni di tiro e penalità in minuti per ogni bersaglio mancato. Distanze: uomini 20 km, donne 15 km.
  • Mass Start: partenza in linea dei migliori; 4 sessioni di tiro, gara spesso esplosiva e tattica. Distanze: uomini 15 km, donne 12,5 km.
  • Staffette: cambi in movimento, pressione altissima al poligono, e la possibilità di usare colpi di riserva (spare rounds) prima del giro di penalità. Distanze: uomini 4 x 7,5 km, donne 4 x 6 km.
  • Staffetta mista: uomini e donne nella stessa squadra, ritmo da sprint e cambi che contano quanto i colpi. Distanze: 4 x 6 km.

Le sedi del biathlon a Milano-Cortina 2026

Il biathlon di Milano Cortina 2026 si corre ad Anterselva (Antholz), nella Anterselva Biathlon Arena. È un impianto “da grande biathlon”: quota importante, pubblico vicino, atmosfera che tende a salire di intensità man mano che si entra nella settimana dei titoli.

Le nazioni protagoniste nel biathlon olimpico

Nel biathlon, la geografia dei favoriti è abbastanza riconoscibile:

  • Norvegia: profondità di squadra e cultura del fondo che si traduce in continuità.
  • Germania: tradizione lunga e scuole tecniche solide.
  • Francia: generazioni forti e grande qualità sugli sci.
  • Svezia: potenza atletica e crescita costante.
  • Italia: meno “numeri” rispetto ai giganti, ma punte capaci di cambiare il medagliere in una giornata perfetta.

I grandi campioni del biathlon olimpico

Qui non si parla solo di medaglie: si parla di stile, sangue freddo e capacità di reggere il poligono quando il resto del mondo trema. Tra i nomi che hanno segnato l’epoca:

  • Ole Einar Bjørndalen: la figura-simbolo della completezza, capace di dominare in più specialità, riferimento assoluto per longevità e continuità di rendimento. 
  • Darya Domracheva: accelerazioni e personalità da gara secca, tra le più decisive della storia recente.
  • Martin Fourcade: controllo totale del ritmo e del poligono, un riferimento moderno.
  • Johannes Thingnes Bø: potenza sugli sci e capacità di “spaccare” la gara in pochi minuti.

Negli ultimi decenni la Nazionale Italiana ha guadagnato continuità e visibilità internazionale, grazie a un gruppo capace di frequentare stabilmente l’élite della Coppa del Mondo e di portare risultati importanti anche nelle grandi rassegne:

  • La prima medaglia olimpica nel biathlon è un bronzo e l’Italia la conquista a Calgary 1988 nell’individuale con Johann Passler. Nella stessa edizione l’Italia vince anche un altro bronzo nella staffetta 4x7,5 km a squadre (Passler, Kiem, Taschler e Zingerle). 
  • Tra i volti più riconoscibili c’è Dorothea Wierer, atleta che ha unito carisma e solidità tecnica, diventando un riferimento per il pubblico italiano e per l’intero movimento. 
  • Lisa Vittozzi ha rappresentato l’evoluzione più recente: un profilo capace di eccellere sia in termini di velocità sia nella gestione del poligono, e di imporsi con continuità ai massimi livelli. 

I convocati azzurri 2026 per il biathlon

La lista ufficiale azzurra per il biathlon, in vista di Milano Cortina 2026, è composta da 10 atleti:

  • Donne: Hannah Auchentaller, Michela Carrara, Rebecca Passler, Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer.
  • Uomini: Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Nicola Romanin, Elia Zeni.

Record e curiosità del biathlon

Le imprese leggendarie e i fatti più insoliti, ecco i numeri e gli aneddoti che rendono unico questo sport.

  • Il norvegese Bjørndalen è il biatleta più vincente della storia olimpica. Ha collezionato 13 medaglie olimpiche (8 ori, 4 argenti, 1 bronzo). Il suo record di ori è stato eguagliato solo di recente da Johannes Thingnes Bø.
  • Nelle ultime Olimpiadi (Pechino 2022) due atleti hanno raggiunto il bottino di 5 medaglie in una singola edizione: il norvegese Johannes Thingnes Bø (4 ori e 1 bronzo) e il francese Quentin Fillon Maillet (2 ori e 3 argenti).
  • Anfisa Reztsova è l'unica atleta ad aver vinto l'oro olimpico sia nel biathlon (Albertville 1992 e Lillehammer 1994) che nello sci di fondo (Calgary 1988).
  • La slovacca (di origine russa) Anastasija Kuz'mina è l'unica biatleta della storia ad aver vinto una medaglia d'oro individuale in tre edizioni consecutive dei Giochi Olimpici: Vancouver 2010, Sochi 2014 e Pyeongchang 2018.
  • Con 7 medaglie totali (3 ori, 3 argenti e 1 bronzo), la tedesca Kati Wilhelm è stata per anni la donna più medagliata nel biathlon.
  • Le carabine utilizzate sono calibro .22 e devono pesare almeno 3,5 kg. Sono personalizzate millimetricamente sull'anatomia dell'atleta e hanno un sistema di ricarica manuale velocissimo. Una curiosità: le munizioni sono testate in camere climatiche per garantire che la polvere pirica risponda correttamente anche a -20°C.

Glossario del biathlon

Per guardare le gare come un vero esperto, ecco una guida rapida ai termini tecnici e alle espressioni chiave di questa disciplina.

  • Prone: tiro a terra, più stabile e con bersaglio più piccolo.
  • Standing: tiro in piedi, più instabile e con bersaglio più grande.
  • Poligono: l’area di tiro.
  • Corsia di tiro: la lane assegnata a ciascun atleta al poligono.
  • Penalty loop: giro di penalità da 150 m per ogni bersaglio mancato (in molte specialità).
  • Spare rounds: colpi di riserva in staffetta, usati se non si chiudono subito i 5 bersagli.
  • Clean shooting / “zero”: sessione di tiro senza errori; spesso è la vera chiave della classifica.
  • Inseguimento: gara in cui si parte con i distacchi della sprint e la corsa diventa un “duello” a eliminazione naturale.

Guida alle discipline