LE DISCIPLINE

Il Bob alle Olimpiadi Invernali: dove il metallo incontra il talento nella ricerca della traiettoria ideale

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Nel bob tutto comincia prima ancora della discesa. C’è una manciata di secondi in cui la squadra spinge la slitta sul ghiaccio, poi l’ingresso a bordo è un gesto quasi coreografico: rapido, preciso, senza esitazioni. Da lì in avanti la pista fa il resto, ma non decide da sola: a vincere, di solito, è chi riesce a far scorrere il bob “pulito”, con traiettorie essenziali e senza oscillazioni che sul ghiaccio costano caro.

Che cos’è il bob

Il bob è uno sport di scivolamento su pista ghiacciata in cui una slitta guidata percorre un tracciato con curve e compressioni ad alta velocità. È una disciplina di squadra nelle specialità a 2 e a 4: il pilota guida, gli altri costruiscono velocità in partenza e stabilità in discesa. Nel monobob femminile, invece, la stessa atleta si occupa di tutto: spinta, guida e gestione della discesa. La classifica premia il tempo più basso, spesso determinato dalla somma di più manche.

Storia del bob alle Olimpiadi Invernali

Il bob nasce come evoluzione delle slitte utilizzate sulle strade innevate alpine. Il primo concetto moderno di slitta sterzabile e organizzata “da gara” prende forma a fine Ottocento, in Svizzera. Con l’inizio del Novecento arrivano le prime competizioni strutturate, fino alla nascita della federazione internazionale nel 1923.
Il bob è una delle discipline storiche dei Giochi: il quattro è presente dal 1924 e il due maschile dal 1932. Il programma femminile cresce più tardi: il bob a due donne entra nel 2002 e il monobob debutta nel 2022. Nel tempo lo sport ha alzato il livello su tutto: partenza, materiali, precisione di guida. Il risultato è un olimpico “da centesimi”, dove la continuità conta quanto il coraggio.

Regole del bob

La vittoria nel bob si gioca sul filo dei centesimi: un tempo totale che scaturisce dalla perfetta sincronia tra potenza esplosiva e precisione di guida.

  • Partenza: l’equipaggio spinge per 50 m e carica in sequenza; la prima sezione è decisiva per il risultato finale
  • Guida: dopo il caricamento, il pilota controlla la traiettoria e cerca la “linea” migliore curva dopo curva.
  • Frenata: il frenatore interviene dopo il traguardo per arrestare la slitta.
  • Pesi: esistono limiti (e minimi) di peso della slitta e del complesso slitta+equipaggio, diversi per specialità.

La slitta è un oggetto altamente tecnologico: struttura e materiali sono progettati per rigidità, scorrevolezza e aerodinamica. In gara, però, la tecnologia non “copre” l’errore: se la linea è sporca, il cronometro lo racconta subito.

Formato delle gare di bob alle Olimpiadi

Alle Olimpiadi si corre su più discese, e vince chi somma il tempo migliore complessivo. La classifica si decide dopo 4 manche e vince il gruppo più veloce dopo i 4 tempi.

Le gare a Milano Cortina 2026 si suddividono in 4 appuntamenti:

  • Bob a 2 maschile - È il compromesso classico tra potenza e precisione: due atleti, partenza esplosiva, poi una discesa in cui la traiettoria pulita vale quanto la forza al via.
  • Bob a 4 maschile - La prova più “corale”: qui il sincronismo della spinta iniziale pesa tantissimo. Se l’ingresso a bordo non è perfetto o se la slitta perde assetto nei primi metri, recuperare diventa difficile.
  • Bob a 2 femminile - Stessa logica del due uomini, ma con equilibri e set-up spesso molto specifici: la qualità della spinta e la regolarità di guida fanno la differenza sul totale delle manche. 
  • Monobob femminile - Una sola atleta fa tutto: spinge, sale, guida. È il formato che mette in primo piano sensibilità di guida e gestione della pressione, perché non c’è nessuno con cui “condividere” un dettaglio sbagliato.

Le sedi del bob a Milano-Cortina 2026

Il bob olimpico del 2026 si corre al Cortina Sliding Centre, a Cortina d'Ampezzo. È una sede che non regala nulla: pista tecnica, margini sottili, errori che costano caro.

Le nazioni protagoniste nel bob olimpico

Il bob parla spesso la lingua delle scuole “di pista”, quelle che uniscono materiali, start e guida in un unico progetto.

  • Germania: profondità di equipaggi e continuità di risultati.
  • Canada e Stati Uniti: potenza in partenza e cultura della velocità.
  • Svizzera e altri Paesi europei: tradizioni tecniche forti, capaci di picchi nelle edizioni decisive.

I grandi campioni del bob olimpico

Nel bob i campioni veri si riconoscono da una cosa: fanno sembrare “semplice” una discesa che semplice non è mai.

  • Francesco Friedrich: scuola tedesca, simbolo della guida totale e della squadra che non spreca una curva.
  • André Lange: pilota tedesco che ha segnato gli anni 2000 con una serie di successi olimpici (4 ori e 1 argento) e una capacità quasi chirurgica di “disegnare” la pista.
  • Kaillie Humphries: riferimento del bob femminile moderno, per leadership e capacità di reggere la pressione.
  • Eugenio Monti: leggenda italiana e nome che attraversa la storia olimpica del bob. Sei medaglie olimpiche in totale (2 argenti a Cortina 1956, 2 bronzi a Innsbruck 1964 e 2 ori a Grenoble 1968).

I convocati azzurri 2026 per il bob

La squadra italiana del bob per Milano Cortina 2026 è composta da 10 atleti.

  • Donne: Giada Andreutti, Simona De Silvestro, Alessia Gatti, Anna Costella (riserva Noemi Cavalleri).
  • Uomini: Patrick Baumgartner, Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini, Robert Gino Mircea (riserva Alex Verginer).

Record e curiosità del bob

Le imprese leggendarie e i fatti più insoliti, ecco i numeri e gli aneddoti che rendono unico questo sport.

  • Nelle piste più veloci e in condizioni ottimali, un bob a quattro a pieno carico può sfrecciare a velocità prossime ai 150 km/h, rendendolo uno degli sport invernali più adrenalinici in assoluto.
  • La partenza pesa più di quanto sembri: un decimo guadagnato nei primi metri può diventare un margine più grande al traguardo. Per questo molti bobbisti sono ex velocisti dell’atletica leggera. Un bob a quattro può raggiungere i 40 km/h nei primi 50 metri solo grazie alla spinta umana
  • I limiti di peso non sono un dettaglio: servono a tenere lo sport su binari atletici e a rendere il confronto più equo. Se l'equipaggio è "leggero", vengono aggiunti pesi di piombo per raggiungere il limite massimo consentito.
  • Ai Giochi di Nagano 1998, per la prima volta nella storia, l'oro nel bob a due fu assegnato a due nazioni contemporaneamente: Italia (con Günther Huber) e Canada. Dopo oltre 3 minuti di gara su quattro manche, i cronometri segnarono lo stesso identico tempo al centesimo di secondo.

Glossario del bob

Per guardare le gare come un vero esperto, ecco una guida rapida ai termini tecnici e alle espressioni chiave di questa disciplina.

  • Pilota: guida la slitta e sceglie le traiettorie.
  • Frenatore: ultimo a caricare, frena dopo l’arrivo.
  • Spinta (push start): i metri iniziali che costruiscono la velocità.
  • Manche (heat/run): una discesa cronometrata.
  • Linea: la traiettoria ideale, quella che riduce attrito e correzioni.
  • Runners: le quattro lame d'acciaio su cui scorre il bob; quelli anteriori sono sterzanti, quelli posteriori sono fissi.
  • Cowling: la scocca aerodinamica del bob, solitamente realizzata in fibra di carbonio o vetroresina per essere leggera e penetrante all'aria.
  • Push-bar: le maniglie estraibili (o fisse) utilizzate dagli atleti per spingere il bob nella fase di start; una volta saliti a bordo, vengono ritratte per non compromettere l'aerodinamica.
  • Labirinto: una sequenza veloce di tre o cinque curve consecutive molto strette che mettono a dura prova la capacità di reazione del pilota.
  • Chicane: Una sezione di pista con curve a "S" che richiede cambi di direzione rapidissimi e una gestione perfetta del peso.
  • Groove: la scanalatura invisibile che i pattini scavano nel ghiaccio durante le manche.

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