
Il Giudice Sportivo ha sanzionato l’Inter con una multa da 50mila euro e una diffida specifica dopo il lancio della bomba carta da parte di un tifoso che ha colpito il portiere della Cremonese Emil Audero. È questa la decisione dopo che il Viminale ha vietato le trasferte dei tifosi nerazzurri fino al 23 marzo. Si tratta della cifra massima che si possa comminare a un club come sanzione.
La multa, come si legge nel comunicato del Giudice Sportivo, è stata data al club nerazzurro perché i suoi sostenitori hanno "nel corso della gara, lanciato, sul terreno di gioco, vario materiale pirotecnico (petardi e fumogeni); in particolare, al 3° del secondo tempo, lo scoppio di un petardo lanciato nei pressi di un calciatore della squadra avversaria comportava il momentaneo stordimento del medesimo e la sospensione della gara per circa tre minuti. Rilevato che, pur trattandosi di fatti particolarmente gravi, questo Giudice debba adeguatamente valorizzare, in senso attenuante, il comportamento disponibile e collaborativo della Società ai fini della quasi immediata identificazione dei responsabili dell’accaduto (art. 29 lett. c) CGS), nonché la palese dissociazione dalle gravi manifestazioni in atto (art. 29 lett. d) CGS) evidenziata in modo fattivo anche dai calciatori in campo, durante la gara e al termine della stessa. Si precisa che, in attuazione della diffida specifica, al ripetersi di simili comportamenti con rischio per l’incolumità di tesserati, Ufficiali di gara e personale addetto troveranno applicazione, ai sensi dell’art. 26 comma 3 CGS, una o più delle sanzioni previste dall’art. 8 comma 1 lett. d) e) f) CGS".
Nel caso in cui un episodio simile si dovesse ripetere, la sanzione per l’Inter potrebbe comportare l'obbligo di disputare una o più gare con uno o più settori privi di spettatori, disputare una o più gare a porte chiuse o una squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato fino a due anni.