BOXE

Le rivelazioni di Imane Khelif: "Feci terapie ormonali prima dei Giochi, ma non sono trans"

L'algerina, oro nella boxe per la categoria 66 kg a Parigi fra le polemiche, "risponde" anche a Trump: "Non può distorcere la verità, sono una ragazza"

di Paolo Borella

© Getty Images

Si riaccende la discussione su Imane Khelif, la 26enne pugile algerina che ai Giochi Olimpici di Parigi vinse la medaglia d'oro nella categoria 66 kg. Si fece strada superando anche l'italiana Angela Carini, che si ritirò dopo pochi secondi tra le polemiche, alimentando i sospetti di trovarsi a combattere di fronte a un'atleta transgender. 

In un'intervista rilasciata all'Equipe, Khelife ha rivelato di essersi sottoposta a una terapia ormonale per abbassare i suoi livelli di testosterone prima delle Olimpiadi, ribadendo a contempo di non essere trans. "Ho ormoni femminili. La gente non lo sa, ma ho seguito una terapia ormonale per abbassare i miei livelli di testosterone per le competizioni". 

La campionessa olimpica ha però conferamto al quotidiano francese di possedere il gene SRY, situato sul cromosoma Y, che indica la mascolinità. Probabilmente anche per questo motivo, per le regole dell'International Boxing Association (Iba), diverse da quelle del Cio che le hanno permesso di gareggiare alle Olimpiadi, non le è stato concesso di salire sul ring ai campionati mondiali di boxe in Serbia, nel 2025. Khelif non soddisfava i "requisiti necessari" dopo gli approfonditi controlli di identità di genere, aveva spiegato il Ceo dell'Iba, Chris Roberts. 

"Sono circondata da medici, un professore mi sta monitorando", ha aggiunto la classe 1999 all'Equipe, "per il torneo di qualificazione per i Giochi di Parigi, che si è svolto a Dakar, ho abbassato il mio livello di testosterone a zero e ho vinto la medaglia d'oro". 

Alla pari della campionessa olimpica dei pesi piuma di Parigi, la taiwanese Liu Yu-ting, Khelif era stata accusa di essere un'atleta transgender da figure di spicco come Donald Trump, Elon Musk e la scrittrice di Harry Potter, J.K. Rowling. "Rispetto tutti, e rispetto Trump. Perché è il Presidente degli Stati Uniti. Ma non può distorcere la verità. Non sono trans, sono una ragazza. Sono stata cresciuta come una ragazza, la gente del mio villaggio mi ha sempre conosciuta come una ragazza", ha insistito Imane Khelif.

In vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, l'algerina dovrà sottoporsi a un test genetico imposto dalla World Boxing, organizzazione riconosciuta dal Cio. Una novità introdotta dopo le polemiche di Parigi e che pare essere accettata di buon grado anche dalla stessa Khelif: "Se dovrò sottopormi a un test, lo farò. Non ho problemi e lo ho già fatto. Ho contattato la World Boxing, ho inviato loro la mia cartella clinica, i miei test ormonali, tutto. Ma non ho ricevuto alcuna risposta. Non nascondo nulla, non rifiuto i test".